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Pace in Ucraina, i sei punti dell’accordo (su 4 c’è già l’intesa). Eccoli

Pubblicato il 21/03/2022 17:35

Il ministro turco Cavusoglu si dice ottimista. Secondo Ankara le delegazioni di Russia e Ucraina sono “vicine a un accordo”. Nel dettaglio ci sarebbe un accordo di massima su quattro dei sei punti chiave dei negoziati. Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, frena gli entusiasmi nonostante invochi il prosieguo delle trattative.
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Procedono i negoziati

I negoziati di pace tra le delegazioni di Russia e Ucraina riprendono in data odierna, tassativamente in video collegamento dopo l’iniziale contatto diretto in Bielorussia. Secondo fonti di Kiev sarebbe possibile il prosieguo delle trattative per il raggiungimento di un cessate il fuoco temporaneo. Un altro piccolo passo in avanti dopo la precaria intesa sui corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili dalle città interessate dal conflitto. Secondo quanto affermato dal ministro egli Esteri turco, che sta fungendo da riferimento diplomatico, le due delegazioni avrebbero fatto notevoli passi avanti, trovando un accordo di massima su diversi punti chiave della trattativa.
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I punti chiave sui cui c’è l’accordo

Dovrebbero essere quattro i punti su cui, secondo la diplomazia turca, è possibile trovare una svelta intesa:
1) Ucraina neutrale fuori dalla Nato. « Questo è il punto in cui le parti hanno avvicinato di più le loro posizioni» ha riferito Vladimir Medinsky, mediatore di Mosca. Zelensky ha rifiutato una neutralità secondo lo stile del modello austriaco o svedese, chiedendo « un accordo con Stati garanti che si impegnino a prevenire attivamente gli attacchi in Ucraina».
2) Sì condizionato al disarmo del Paese. Questo non significherebbe non avere un proprio esercito, bensì evitare di avere basi militari straniere in Ucraina e lo stop alla ricezione di armamenti occidentali. Kiev ribadisce la richiesta di “garanzie di sicurezza assoluta”.
3) “Denazificare” l’Ucraina. Uno dei temi principali posti da Putin durante il lancio dell’attacco. Potrebbe essere fattibile proporre una legge per la messa al bando dei partiti nazisti e cambiare i nomi delle strade intitolate ai nazionalisti ucraini che hanno combattuto a fianco della Germania nazista.
4) Annullare gli ostacoli per l’uso del russo nel Paese. Mosca chiede a Kiev di rendere il russo la seconda lingua ufficiale del Paese. Una legge del 2019 emanata da Poroshenko tolse lo status di lingua regionale agli idiomi minoritari.
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I punti su cui ancora c’è distanza

Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, sostiene che Mosca e Kiev siano “vicine a un accordo su quattro punti negoziali” sui sei totali proposti dalle parti interessate. Su alcuni di questi, però, il Presidente ucraino non si è ancora espresso e l’impressione è che su due punti cruciali l’accordo sembri essere ancora lontano: la cessione definitiva alla Russia della Crimea e il riconoscimento delle repubbliche separatiste del Donbass. Sono questi i due grandi temi che più tengono banco. Due punti fondamentali, sui quali le distanze tra le parti sembrano essere decisamente più accentuate. Putin è sempre stato chiaro in merito: la Crimea deve essere riconosciuta come territorio russo, inoltre deve essere ufficializzata l’indipendenza delle due repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk. Zelensky però non sembra avere intenzione di cedere: «Queste sono solo le richieste russe. Senza accordo sarà terza guerra mondiale» ha dichiarato il massimo esponente ucraino. Il dialogo tra le parti è ancora in corso è c’è molto da fare prima di poter arrivare ad una conclusione.

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