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“No all’asta delle spiagge”, la Bolkestein è inapplicabile. Balneari e Italexit non si arrendono

Pubblicato il 05/03/2022 12:32

I sindacati di categoria e Italexit non si arrendono dinnanzi alla prevaricazione del governo che sulla base della direttiva europea Bolkestein vuole espropriare le bellissime spiagge del nostro litorale e le numerose imprese che arricchiscono il patrimonio degli italiani per cederle e svenderle alle grandi multinazionali europee e internazionali.

È iniziata ieri al grido del “no alle aste” il primo giorno di Balnearia, la fiera del settore balneare che sarà in programma fino a questo lunedì a Carrara. Questa mattina è stata organizzata da Assobalneari-Confindustria, Cna Balneari e Base balneare, un’assemblea che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti di categoria.

Le tre associazioni che chiedono l’esclusione delle spiagge dalla direttiva Bolkestein e da qualsiasi forma di gara, dichiarano che “la direttiva non è applicabile”. Le argomentazioni sostenute dalle tre associazioni che danno vigore all’illegittimità dell’applicazione della direttiva si basano su due punti. Il primo è che “le spiagge sono concessioni di beni, pertanto non dovrebbero rientrare nella direttiva sui servizi”, si legge sul sito mondobalneare.com. La seconda che rende inapplicabile la direttiva è che “la risorsa non è così scarsa da giustificare le gare delle imprese esistenti”.

“La risorsa spiaggia non è scarsa, in Italia c’è spazio per aprire nuove attività sul demanio marittimo e per questo gli stabilimenti esistenti non possono essere messi a gara», spiega il coordinatore di Cna Balneari Cristiano. A conferma di ciò Umberto De Angelis, ideatore del Sid, il “Sistema informativo demanio” con cui è possibile verificare lo stato delle concessioni demaniali informa che il sistema “è una fonte accuratissima, probatoria e aggiornata sullo stato delle concessioni demaniali marittime in Italia, che rappresenta già una mappatura a disposizione del legislatore per poter calcolare la percentuale dei litorali concessi e di quelli già in concessione”. “Ricordo che avevamo notato come ad esempio la costa della Puglia abbia chilometri di costa non in concessione”, per questo la Bolkeistain è inapplicabile in partenza.

L’applicazione della direttiva verso cui sta insistendo Draghi comporterebbe conseguenze disastrose: “È impensabile togliere il lavoro di una vita a queste famiglie, eppure sta accadendo. Uno schifo mediatico senza precedenti per legittimare un esproprio di fatto, senza alcuna logica economica ma unicamente basata su una visione iperliberista dell’economia a discapito di tanti lavoratori che hanno fatto grande il turismo nel nostro paese. Vogliamo solo le nostre aziende e continuare a lavorare sulle stesse, basta terrorismo alle famiglie”, commenta un esponente appartenente alla categoria.

Italexit si è sempre battuta contro la svendita del patrimonio italiano ed è per questo che in commissione presenterà una serie di emendamenti volti proprio a smantellare il progetto del “vile affarista” Mario Draghi.

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