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“È un condono sanitario”. I virologi danno i numeri e invocano il ritorno dell’emergenza

Pubblicato il 27/04/2022 20:01

Le “vedove” del Green Pass non si placano mai. Più ci si avvicina al giorno primo maggio, giorno della presunta abolizione del lasciapassare verde, più virologi e consulenti del governo prendono parola inneggiando al ritorno alle misure restrittive. Se abbiano paura di tornare nell’ombra, svolgendo semplicemente il proprio lavoro, oppure se soffrano di ipocondria acuta, non è dato saperlo. Certo è che alcune dichiarazioni di tali individui lasciano veramente di stucco.
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Le mascherine vanno tenute

Intervistato ai microfoni di iNews24, il direttore delle Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano è tornato a pontificare su quanto siano importanti le misure restrittive: «Per quanto riguarda le mascherine nei locali pubblici e soprattutto cinema, teatri e manifestazioni sportive, all’aperto e al chiuso, credo che non sia opportuno toglierle ancora per un periodo da definire. Perché si tratta non solo di limitare la diffusione dell’infezione».
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Il virus circola ancora

Così la pensa Massimo Galli sul nuovo decreto anti-Covid che verrà approvato nei prossimi giorni. «Se il virus circola, ci si può infettare anche con la mascherina. Questo discorso vale soprattutto per i fragili che non rispondono o rispondono per un breve periodo al vaccino, che potrebbero, nei fatti, essere messi nella condizione di non frequentare più questi luoghi. Inoltre, essendoci ancora, in Italia, numerosi non vaccinati, togliendo la mascherina faciliteremmo la circolazione del virus». Come se fino ad oggi, in qualche remota parte del globo, le mascherine avessero debellato la circolazione di un virus che, anzi, è diventato ancor più contagioso.
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Indossare sempre la protezione

Sempre sull’utilizzo forzato delle mascherine chirurgiche inoltre, il virologo ha affermato che: «La mascherina chirurgica, ricordiamolo, protegge gli altri da te. La mascherina Ffp2 protegge te dagli altri. Da questo punto di vista sarebbe una buona idea ricordare alle persone fragili che in determinate circostanze è meglio indossare le Ffp2. La mascherina non è un simbolo di libertà coartata, come qualcuno dice con leggerezza. Bensì, uno strumento di protezione individuale e per fortuna molti italiani l’hanno capito. Mi auguro che continuino ad usarla con intelligenza». Secondo Galli, insomma, dovremmo svegliarci ed andare a letto con la museruola.
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Un condono sanitario

Ma il meglio di sé il virologo lo dà sull’eliminazione del Green pass, che secondo Galli «rischia di esserci un condono sanitario per tutti quelli che hanno deciso di non vaccinarsi, scelta che tra l’altro non è un esercizio della libertà, ma un disprezzo di quella degli altri. Il Green pass non è un fattore di limitazione insuperabile nel momento in cui lo si gestisca con la dovuta attenzione. Sarebbe necessaria più prudenza di quella che si vuole esercitare». Gli fa eco anche il sempiterno Walterone Ricciardi, che nella giornata di oggi ha dichiarato che «il Green Pass protegge i fragili», frase di Draghiana memoria.
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Una situazione tutta italiana

In barba ai provvedimenti presi in tutti gli altri Paesi civilizzati del mondo, molti dei quali hanno già da tempo abbandonato Green Pass, mascherine e amenità varie, ecco che in Italia dobbiamo fare i conti con chi non riesce ad accettare che si ritorni a vivere normalmente, quando nei salotti televisivi, al limite, si potevano trovare politici, intellettuali o comici. Ecco, forse meglio tornare proprio ai comici.

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