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“Il pensiero unico è cosa seria. In Italia ormai…”. Dal Covid all’Ucraina, le riflessioni di Cacciari

Pubblicato il 05/03/2022 11:15

È come al solito scoppiettante e lucidissima l’intervista rilasciata da Massimo Cacciari a Tommaso Rodano per Il Fatto Quotidiano. Soprattutto all’inizio, quando dice al giornalista: “Lo scriva così come glielo dico: Gianni Riotta è un coglione”. Quando gli viene chiesta una considerazione sul fatto che Repubblica l’abbia inserito nella listarella infame degli amici italiani di Putin Cacciari sbotta: “Come sarebbe a dire? Io? Non ne so nulla, non leggo più i giornali”. Rodano gli legge quindi il passaggio dell’articolo di Riotta che lo cita tra i simpatizzanti di Putin nostrani per una sua vecchia considerazione sull’annessione della Crimea. Cacciari rincara: “Si è bevuto il cervello”. E sulla questione Ucraina sostiene: “Guardi che il pensiero unico è una cosa seria. A sostenere che bisognasse muoversi verso il pensiero unico erano grandi filosofi, ironicamente anche russi. Una cattiva utopia che sta clamorosamente fallendo. Qui non siamo al pensiero unico, ma al pensiero demenziale”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sul fatto che però al momento ogni considerazione sulla guerra più complessa del riconoscere le colpe atroci di Putin sia praticamente bandita, Cacciari conferma: “È chiaro. Articolare un ragionamento, discernere, comprendere senza piangere né ridere – che è la regola di ogni buona filosofia – è diventato impossibile. Viviamo un’epoca di emergenza perenne, nella quale è tutto bianco o tutto nero. Provare a discernere è sempre più rischioso. In certi paesi si finisce in galera, in altri, se ci si avventura oltre l’opinione comune, ci si becca un Riotta. Malgrado sia completamente disperato, io continuo a cercare di farlo. Vale per il Covid e per le vere tragedie, come quella che osserviamo in Ucraina”. (Continua a leggere dopo la foto)

Sulla guerra Cacciari è netto: “Penso che Putin abbia commesso un errore strategico pazzesco. Una cosa è la Crimea o impostare una discussione in sede diplomatica sulle repubbliche indipendenti, un’altra cosa è questa tragica invasione in stile sovietico. Un errore colossale dal punto di vista politico e militare. È pericolosissimo per tutti noi. Ci vuole niente che una bomba caschi in Polonia o abbattano per sbaglio un aereo della Nato. Le più grandi tragedie storiche nascono da eventi non voluti. Magari questo atto sconsiderato nasce da una debolezza personale di Putin, ma è un’azione tremendamente pericolosa”. (Continua a leggere dopo la foto)

Come se ne esce? Per Cacciari “tra Ucraina e Russia sono passati fiumi di sangue nel corso dei secoli, la situazione è delicatissima. Penso sia chiaro a chi è dotato di memoria storica che queste sciagure – come quelle in ex Jugoslavia e Cecenia, ormai ignorate – derivano dal fatto che l’Occidente e l’Europa abbiano rinunciato ad avere una strategia dopo la vittoria della Guerra Fredda. Invece di limitarsi a osservare il disgregamento dell’Unione Sovietica, occorreva allora un’azione diplomatica, politica e culturale per governare questo processo, che riguardava e riguarda l’Europa da molto vicino. Non abbiamo fatto assolutamente niente. Anzi sì: abbiamo bombardato Belgrado”.

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