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Bye bye Cts, ma Locatelli e Brusaferro restano. Quale sarà il loro nuovo ruolo

Pubblicato il 19/03/2022 09:30

Per gli “eroi” del Cts un posto si trova sempre, anche a emergenza finita. E così, dopo due anni di pandemia, il primo aprile verrà ufficialmente sciolto il Comitato tecnico scientifico. Nato con Giuseppe Conte, è passato poi a Mario Draghi. Il Comitato ora è pronto a sciogliersi, ma i suoi uomini al vertice resteranno ben saldi come consulenti dell’esecutivo. Come riporta Il Tempo, a chiederlo a Silvio Brusaferro e Franco Locatelli è stato lo stesso premier. “Con il venir meno del Comitato tecnico scientifico, la cui esistenza era legata allo stato di emergenza, è stata chiesta alle due figure istituzionali – quindi a me come presidente del Consiglio superiore di sanità e al presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro – la disponibilità di poter eventualmente essere consultati”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente del Consiglio superiore di Sanità (Css) e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli che ha riferito della volontà di Draghi, ma anche del ministro della Salute, Roberto Speranza, di continuare con una funzione consultiva. Anche in futuro, dunque, “semmai si porrà questa evenienza, per me sarà ancora un privilegio contribuire a fornire valutazioni tecnico scientifiche”, conclude Locatelli. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiegando i provvedimenti che dal 31 marzo prossimo vedranno cadere lo stato d’emergenza e l’inizio di una road map che vedrà l’abolizione, tra il primo aprile e il primo maggio, di green pass e obbligo vaccinale, Draghi aveva espresso il suo apprezzamento per l’operato del Comitato: “A fine marzo termina lo stato di emergenza e scioglieremo il Cts. A nome del governo vorrei ringraziare il professor Locatelli e il professor Brusaferro e tutti i componenti del Cts che hanno dato un supporto straordinario e psicologico anche per poter dire che le decisioni sono state prese sulla base della scienza. Questo è un aspetto essenziale per chi prende le decisioni e vota in Parlamento”, aveva detto il premier che “tiene” i due esperti.

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