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Lavoro, oltre 2 milioni di domande di disoccupazione. E la Cassa Integrazione vola

Brutte notizie sul fronte lavoro. Leggendo i dati si scopre che la continua a crescere la domanda di cassa integrazione da parte delle imprese. La Cigs, vale a dire la cassa integrazione straordinaria per le difficoltà aziendali più strutturali, vola a +52,57 per cento rispetto a gennaio 2019. Spiga Il Sole 24 Ore che “a soffrire è essenzialmente l’industria (+62,47% di ore richieste), ma ora entra in difficoltà anche il commercio (+65,98 per cento). E schizzano su anche le domande di disoccupazione: in tutto il 2019 sono state oltre 2 milioni”. I dati appena diffusi dall’Inps evidenziano un mercato del lavoro in forte frenata, e alle prese con i soliti nodi strutturali. Il 2019 è stato il primo anno, dal 2012, che ha visto riacursi il fronte Cig.

A spiegare l’incremento delle ore richieste dalle aziende di ammortizzatore sociale ci sono le crisi industriali in aumento. Claudio Tucci analizza così la situazione: “Al solo Mise ci sono 160mila tavoli aperti, che interessano 200mila lavoratori, 60mila dei quali a rischio perdita del posto di lavoro. Sempre lo scorso anno, poi, il numero di aziende in crisi che hanno fatto ricorso a nuovi decreti di Cigs sono state 1.240, pari a 2.283 siti aziendali. I contratti di solidarietà sono in costante aumento”.

E da diversi mesi anche la Naspi veleggia sulle 100mila domande mensili. Oggi la mappa della cassa integrazione, il termometro della difficoltà del nostro tessuto produttivo, è piuttosto articolata. “Le grandi crisi industriali interessano attualmente veri e propri settori: l’automotive, la siderurgia, gli elettrodomestici, il commercio, e in particolare la grande distribuzione, la chimica. Al momento il tiraggio delle ore di Cig si attesta quasi al 36 per cento. L’aumento della Cig è legato poi anche al mancato decollo delle politiche attive, l’altra gamba della riforma del 2015 ancora in stand by. Urgente rimetter mano alla riforma del 2015”.

Il mix nuove regole e politiche attive ferme ai box spinge tutte le parti sociali a chiedere un intervento urgente sugli ammortizzatori. Il tavolo governativo chiamato a dare risposte è appena partito. Conclude Tucci: “Intanto nel milleproroghe è confermata una nuova iniezione di risorse (oltre 140 milioni) per gli ammortizzatori sociali. È l’ennesimo intervento tampone. Bisogna ora avere coraggio e rivedere lo strumento facendo decollare le politiche attive. Certo, il tutto tornando a crescere”.

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