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Un fantasma chiamato Eurogruppo: niente verbali e votazioni segrete, alla faccia della trasparenza

Sulla carta, un organismo chiave per l’Europa, quell’Eurogruppo presieduto dal portoghese Mario Centeno che riunisce i ministri dell’Economia e delle Finanze di tutti i Paesi che fanno parte dell’Eurozona. Si riunisce una volta al mese, alla vigilia del Consiglio ecofin, per discutere “questioni relative alla responsabilità condivisa riguardo l’euro” e garantire un “coordinamento delle politiche economiche tra gli Stati membri”. Passaggi cruciali, insomma, per i cittadini. Nella realtà, però, l’Eurogruppo è una sorta di fantasma, un’entità sfuggente difficile da toccare con mano.

Che ci crediate o no, ad esempio, non esistono verbali degli incontri tra i ministri che appartengono ai vari Paesi. Di conseguenza, non è possibile nemmeno conoscere i voti che vengono espressi durante questi faccia a faccia. Non esiste un vero e proprio quartier generale, non esiste un staff definito. Nemmeno i social, dove ormai ogni organismo trova il proprio spazio, hanno mai potuto abbracciare un profilo dell’Eurogruppo, segno evidente che la visibilità non rientri prettamente tra le prioprità di chi ne fa parte.

Antonio Grizzuti sulle pagine de La Verità ne parla come un “oggetto volante non identificato”. Citando a tal proposito i pareri del professor Roberto Baratta, ordinario di Diritto dell’Unione Europea all’università di Macerata, che parla di una disciplina normativa “esigua, che stride con la recente ricchezza della sua prassi operativa”. Moscovici, ex commissario degli Affari economici e monetari, lo aveva definito invece a suo tempo “la pallida imitazione di un organismo democratico”.

Transparency International, ong molto attiva nel settore della lotta alla corruzione, è stata ancora più dura nei suoi giudizi, definendo l’Eurogruppo “stranamente inconsistente” e “misterioso” sottolineando come evada, puntualmente, “un’adeguata verifica delle responsabilità”. A settembre erano già state apportate modifiche in nome della trasparenza. A quanto pare, niente più di un piccolo sforzo.

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