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L’Europa promette già “altri” aiuti: peccato non ne sia ancora arrivato nessuno

Se non fosse che di mezzo c’è una crisi economica senza precedenti, pagata già a carissimo prezzo da tante famiglie italiane ed europee, verrebbe quasi da ridere. Mentre tutti aspettano ancora la manna dal cielo chiamata Recovery Fund, in arrivo soltanto nel 2021 e con tutta probabilità non prima dell’estate, l’Unione annuncia infatti altri interventi, altri soldi da distribuire ai Paesi membri per rimettere in moto la macchina produttiva. Promesse che si sommano a promesse, senza che nessuno abbia ancora visto un centesimo. E con il rischio di un inverno da incubo alle porte, con nuove misure restrittive pronte a scattare in caso di peggioramento del quadro sanitario.

L'Europa promette già "altri" aiuti: peccato non ne sia ancora arrivato nessuno

Ad annunciare altri sforzi è stato il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, che attraverso le pagine de La Stampa ha parlato di “nuove proposte” in arrivo qualora i 750 miliardi del Recovery Fund non dovessero bastare a rilanciare le economie degli Stati membri dell’Unione. Che quel tesoretto però sia ancora lontano dall’essere distribuito lo chiarisce, e bene, lo stesso Dombrovskis: “La priorità in questo momento è far partire il piano. Perché bisogna ancora finalizzare il processo legislativo, ratificare la decisione in tutti i parlamenti nazionali, i governi devono ancora disegnare i loro piani”.

L'Europa promette già "altri" aiuti: peccato non ne sia ancora arrivato nessuno

Insomma, non è certo la rapidità d’intervento a guidare l’azione dell’Unione. Che però, nonostante al momento non abbia ancora distribuito un centesimo, promette già nuovi aiuti futuri qualora i soldi del Recovery Fund non dovessero bastare: “Certamente continuiamo a monitorare la situazione da vicino – ha chiarito Dombrovskis – e restiamo pronti a reagire con nuove proposte, se necessario”. Per quanto riguarda l’arrivo della prima tranche di aiuti, una data precisa invece non esiste ancora: “Noi speriamo nella prima parte del 2021, entro la fine della primavera. Ma per far sì che ciò accada è importante che il processo legislativo si concluda, per questo facciamo appello al Parlamento e al Consiglio Ue affinché si arrivi a un accordo rapidamente”.

L'Europa promette già "altri" aiuti: peccato non ne sia ancora arrivato nessuno

Come far fronte a tempi così lunghi in un momento di crisi durissima? Semplice. La soluzione, ovviamente, è il Mes. “La linea di credito del Mes è fatta su misura per questa crisi. Non ci sono condizionalità e l’unico prerequisito è che i soldi siano usati per spese sanitarie dirette e indirette. Spetta ai singoli governi dell’Eurozona scegliere se utilizzarla: in caso di necessità, i soldi sono a disposizione”. Il Salva-Stati, insomma, è lì che ci aspetta. Non resta che allungare la mano e afferrarlo, magari senza farsi troppe domande sulle conseguenze di un’eventuale adesione.

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