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UniCredit valuta un taglio di 10mila posti lavoro: rientra nel nuovo “piano strategico”

Pubblicato il 22/07/2019 16:55

L’agenzia Bloomberg diffonde un’indiscrezione pesantissima: UniCredit starebbe valutando il taglio fino a 10mila posti di lavoro e una riduzione dei costi operativi. I tagli dovrebbero riguardare l’Italia, dove l’istituto ha il maggior numero di dipendenti, così come altri paesi dove la banca è presente. Nel precedente piano, quello in scadenza quest’anno, la banca ha programmato una riduzione totale netta dei dipendenti a tempo pieno di circa 14.000 unità.

Le misure, che rientrerebbero nel nuovo piano strategico vanno ad aggiungersi ai pesanti tagli già effettuati dal gruppo con gli ultimi due piani industriali. I numeri finali della riduzione della forza lavoro sono ancora sotto esame e potrebbero essere molto più bassi.

Durissima la reazione dei sindacati che non sono disponibili a trattare l’ennesimo piano di tagli. “Se fosse vero – dice Sileoni – sarebbe una vergogna, siamo pronti alla mobilitazione. Manovre di questo tipo sono operazioni di sciacallaggio, tutte a danno del personale, di una banca che pretende di fare affari in Italia senza tener conto del contesto sociale del paese. Messaggio a Jean Pierre Mustier, ceo di Unicredit: se queste indiscrezioni fossero confermate stavolta si fa a cazzotti e se serve useremo altro”.

Il gruppo nelle scorse settimane è uscito definitivamente da Fineco, vendendo sul
mercato il restante 18,3% della banca multicanale, dopo averne ceduto due mesi prima e con le stesse modalità il 17% per cento.

Il gruppo UniCredit, al momento non commenta, ma nemmeno smentisce le indiscrezioni. Di certo c’è il fatto che tutti i manager sono oggi focalizzati sul nuovo piano industriale e che negli ambienti sindacali si sussurra dei tagli già da molti mesi.

Oltre a Deutsche Bank, che ha in programma di tagliare 18.000 posizioni in una radicale revisione, anche Société Générale ad aprile ha annunciato piani per ridurre 1.600 posti di lavoro a livello globale e uscire dalle attività ad alta intensità di capitale.

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