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La Francia si prende Piazza Affari e colonizza la Borsa italiana: il governo resta a guardare

“Sul ponte sventola bandiera bianca”, cantava in una celebre canzone Franco Battiato. Su Piazza Affari, ora, sventola la bandiera della Francia. I “cugini” si sono impadroniti della Borsa italiana senza che il governo abbia mosso un dito. Tutti, azionisti compresi, con Cdp in testa, sono rimasti a guardare. Un segnale evidente del cambio si rintraccia nelle nuove nomine. Come spiega Alessandro Da Rold su La Verità, “in seguito all’acquisizione di Euronext – i nuovi proprietari di Borsa italiana dopo un acquisto da 4,3 miliardi di euro – si sono insediati i nuovi consigli di amministrazione anche delle partecipate della società che gestisce il mercato finanziario italiano”. E cosa è successo? (Continua a leggere dopo la foto)

C’è stato un ingresso massiccio di manager transalpini. Ovvio. “C’era da aspettarselo – commenta Da Rold – anche perché come nei casi di Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Oslo e Dublino, l’obiettivo di Euronext è quello di una maggiore europeizzazione del gruppo. Che passa logicamente da una nuova miscelazione all’interno dei board di comando”. Dunque sembrano concretizzarsi i timori che aveva fin dall’inizio di questa vicenda il Copasir. “Nonostante l’investimento di Cassa depositi e prestiti, che vanta il 7,3 % dell’azionariato, la rappresentanza italiana appare ancora molto debole”. (Continua a leggere dopo la foto)

Negli ambienti finanziari già si sprecano i paragoni tra Piazza Affari e il caso Stellantis, nata dalla fusione tra Psa e Fea. Anche in questo caso la maggior parte dei manager è francese, il doppio di quelli italiani. Segno di debolezza del nostro Paese e del nostro governo. I nodi principali dell’Italia stanno via via passando in mani straniere. Come possono i manager di altri Paesi tutelare gli interessi degli italiani? In nome dell’Europa e della globalizzazione stiamo diventando una colonia alla mercè di tutti. (Continua a leggere dopo la foto)

“Le nomine in Piazza Affari non fanno di sicuro ben sperare i tifosi dell’italianità. Spinoso pure il capitolo Mts. Il capitale del mercato dei nostri titoli di Stato è diviso tra il 60% Euronext e il 40% delle banche (di cui Jp Morgan, Imi, Dd, Citibank, Barclays e le banche francesi Bnp-Socgen-calyon insieme con quote pari o superiori al 5%). Per statuto, le banche che hanno una partecipazione pari o superiore al 5% hanno diritto a un posto nel board. Il consiglio di amministrazione è composto da 15 membri di cui Euronext ne ha nominati sette”.

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