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I guai del presidente di Confindustria Boccia, in tribunale per salvare la sua azienda travolta dai debiti

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia in tribunale. Accadrà il prossimo 23 gennaio, giorno in cui l’imprenditore salernitano si troverà impegnato nel difficile compito di salvare la propria azienda personale, un’impresa di grafica della quale dovrà gestire la rinegoziazione dei debiti secondo il piano presentato al tribunale fallimentare. “Arti grafiche Boccia”, questo il nome dell’impresa, ha depositato una sorta di concordato per congelare la situazione con banche e fornitori, avviando un rilancio che eviti così di dichiarare l’insolvenza e finire nel registro dei fallimenti.

In una nota dell’azienda, pubblica da La Verità, si parla di “un aumento di capitale da 1,3 milioni di euro con annessa ristrutturazione del debito”. La stessa impresa parla poi di sé stessa in termini più che positivi, in controtendenza con una situazione che la vede piena di debiti e con i ricavi in calo: “Quest’ultima in particolare è la conseguenza di una riduzione di fatturato a seguito della congiuntura internazionale, e dei crediti inestinguibili (gli Npl) dovuti ad alcuni clienti storici che hanno concluso la loro attività per motivi di assenze di passaggio generazionale. Al fine di non far subire ad altre imprese fornitori dell’ azienda quanto è stato subito dagli effetti degli Npl, è stata scelta la procedura definita 182 bis che consente a tutti i creditori di ricevere in trasparenza la totalità dei loro crediti nell’ambito di un piano temporale definito”.

Il gruppo di Boccia non era quindi in grado di fare fronte, da un punto di vista finanziario, ai propri debiti. E così, grazie alle nuove normative, cerca di ricominciare senza l’onta (e i problemi) di un eventuale crac. L’azienda fa sapere di avere in cantiere grandi progetti di rilancio, 10 milioni di investimenti grazie a una grande commessa in arrivo da un cliente della grande distribuzione. Inoltre, il capo di Confindustria parla anche del lancio di un laboratorio sperimentale dedicato ad artisti per realizzare opere d’arte con gli scarti di produzione della carta.

Un modello innovativo che però fa discutere. Perché al netto delle promesse, la situazione non è proprio un bel biglietto da visita per Boccia, incaricato di guidare gli imprenditori italiani. E non si tratta di rogne recenti, ma che si trascinano da tempo. Sempre secondo La Verità, i bilanci di Arti Grafiche erano drammatici già nel 2014, con i debiti alle stelle e le disponibilità liquide in crollo anche per colpa di clienti cattivi pagatori. Nel 2014 i ricavi erano circa 39 milioni a fronte di debiti verso gli istituti di credito per 24 e leasing sui macchinari per altri 23 milioni. Difficile immaginare una ripresa senza interventi straordinari. E alla fine, così è stato.

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