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Conte trascina l’Italia nella trappola del Mes: a lui la poltrona, a noi la Troika

E già da un po’ che facciamo notare che cedere al Mes equivale a svendere definitivamente l’Italia. Ma si sa pure che approvare ora il Mes, per qualcuno, vuol dire anche mantenere il potere, mantenere la poltrona. Su come Conte abbia gestito – e stia gestendo – l’emergenza sanitaria c’è molto da discutere (e molto ce ne sarà), ma su come Conte stia gestendo la crisi economica presente e quella che ci sarà subito dopo la fine di questo terremoto, possiamo già dire qualcosa. La crisi economica che è alle porte rischia di essere tra le più spaventose che si siano mai viste. E i provvedimenti finora messi in campo dal governo non sono stati di certo sufficienti (pensiamo alle partite Iva, alle piccole e medie imprese e a tante altre realtà tagliate fuori da ogni sostentamento). Ma c’è un’altra cosa, ancor più grave, di cui Conte sarà responsabile. Il Mes, appunto. La nostra rovina.

Come ricorda anche Maurizio Belpietro su La Verità, “da mesi, malgrado il Par-lamento gli abbia intimato l’alt, il premier e il ministro dell’Economia discutono segretamente con l’Europa la firma delle norme del Mes. Si tratta del Fondo salva Stati le cui regole, qualora ne fosse richiesto l’intervento a causa di uno shock finanziario, consegnerebbero il Paese nelle mani della Troika, ossia ci ritroveremmo a dover applicare delle ricette economiche lacrime e sangue, con riduzione delle pensioni, tassa sui patrimoni (casa e investimenti compresi) e altre misure che con la scusa di curare l’Italia la lascerebbero moribonda”.

La Troika ci farà diventare la nuova Grecia. Ma, nonostante l’opposizione del Parlamento, Conte va dritto per la sua strada e chiede l’intervento del Fondo. Come spieghiamo da tempo noi (e non solo), però, i soldi del Meccanismo europeo di stabilità sarebbero erogati solo a precise condizioni: ovvero assoggettare il Paese alle regole di Bruxelles, della Banca centrale e del Fondo monetario internazionale, vale a dire la Troika.

Scrive Belpietro: “In questo modo il Parlamento sarebbe esautorato per quanto riguarda le politiche economiche. In pratica, l’attuale inquilino di Palazzo Chigi, pur di aver salva la poltrona, sta vendendo il Paese. Mentre la Germania stanzia 1.100 miliardi, gli Stati Uniti 2.000 miliardi di dollari, Conte ci svende”.

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