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La ripresa secondo Bankitalia? Per Visco si fa con i nostri risparmi. Giù le mani!

Il Paese è in ginocchio. Le aziende stanno chiudendo perché gli aiuti promessi dal governo sono ridicoli e insufficienti. Molte famiglie stanno centellinando gli alimenti perché non lavorando non hanno entrate. E mentre l’Agenzia delle Entrate, con il suo capo Ruffini, dice che di moratoria non se ne parla, e che quindi gli italiani dovranno presto tornare a pagare le tasse, Ignazio Visco, il governatore di Bankitalia, dà un’altra mazzata. In un’intervista a La7, ripresa anche dal Sole 24 Ore, ha raccontato che per la ripresa “aiuteranno i risparmi degli italiani”. Tradotto: Visco, il governo e Bankitalia faranno gli avvoltoi.

“La ripresa dopo questa crisi sanitaria – ha detto Visco – conterà anche sul forte risparmio degli italiani, una risorsa da preservare con il valore della moneta, che è quello che stiamo facendo”. Il governatore ha fatto riferimento, in particolare, anche ai servizi garantiti da Bankitalia in queste giornate di lockdown: “Manteniamo la circolazione delle banconote, garantiamo il funzionamento dei sistemi di pagamento elettronici ed effettuiamo tutti gli interventi sul mercato che servono a rendere gli interventi di politica monetaria i più efficaci possibili”.

Visco ha detto che il Paese reggerà alla crisi per il tempo che sarà necessario: “È una situazione difficile, ma dalla quale usciremo, ci troveremo in un nuovo equilibrio grazie alla risposta che arriverà dal settore pubblico e dalle imprese alle quali dobbiamo garantire certezze”. Ecco, e non sembra – anche a sentirle direttamente le imprese – che questo stia accadendo, visto il malessere diffuso da nord a sud. “Ma nel nuovo mondo in cui ci troveremo dopo la crisi – continua Visco – avremo metodi di lavoro e servizi diversi da quelli cui siamo stati abituati finora”.

Poi una battuta finale: “L’euro è la nostra moneta. Faremo tutto ciò che serve per difenderla e mantenerla. Ma accanto alla politica monetaria, serve una politica di bilancio per l’Unione europea che la accompagni”. C’è da farsi il segno della croce, insomma.

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