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“Una gestione criminale”. Il Green Pass è ancora tra noi. Il video denuncia spopola sui social

Pubblicato il 23/08/2022 18:18 - Aggiornato il 23/08/2022 18:29

Lo stato d’emergenza da Covid-19 è terminato e con esso dovrebbe essere superata anche la moltitudine di assurde misure restrittive che ci hanno accompagnato in questi ultimi folli due anni e mezzo di pandemia. L’uso del condizionale, però, è d’obbligo, giacché in Italia alcune strutture perseverano ancora nel richiedere il Green Pass per poter accedervi.
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Una situazione già di per sé molto grave, ma ancora più odiosa se si pensa che il problema riguarda principalmente proprio le strutture ospedaliere. Dunque, oltre ad avere una sanità sull’orlo del collasso, i cittadini italiani continuano ad essere vessati proprio da quelle strutture che dovrebbero avere libero accesso essendo luoghi pubblici. Invece non è così. Gli ospedali sono rimasti al 2020 e la maggior parte di essi hanno deciso di non adeguarsi al tanto agognato ritorno alla normalità.
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“Questa è la gestione criminale della sanità toscana”, scrive su Twitter Barbara, in risposta ad un precedente post del leader di Italexit, Gianluigi Paragone. “Siamo all’ospedale Versilia (LU). In visita ai parenti sottoposti al controllo del Green Pass da 3ª dose, poco importa se infetti, basta che siano vaccinati”, aggiunge la signora allegando un video ritraente una lunghissima fila di parenti in attesa di poter fare visita ai propri cari.
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Ma quello dell’ospedale Versilia è solo un esempio. Sono moltissimi, infatti, gli ospedali che in tutta Italia impediscono l’accesso ai visitatori a meno che non siano provvisti del lasciapassare verde. Altri ancora hanno adottato misure ancora più stringenti, come ad esempio l’ospedale Annunziata di Cosenza, dove nella sala d’attesa all’ingresso si possono osservare quotidianamente delle scene da Wild West. Nel caso specifico viene concesso l’ingresso ad un solo familiare persino per accompagnare in reparto il malato, sia esso un anziano da ricoverare o un bambino che si deve operare. Alcune testimonianze riferiscono di assurdi comportamenti delle guardie giurate incaricate di gestire l’afflusso in ingresso, che alla stregua dei peggiori buttafuori di qualche discoteca malfamata, replicano di “fregarsene altamente” delle situazioni personali di chi arriva in ospedale, rispondendo “non sono problemi miei”. Un comportamento deprecabile, quello degli ospedali, che meriterebbe un serio approfondimento giudiziario.
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L’utilizzo improprio di misure restrittive come il Green Pass non trovano più alcun senso d’esistere, innanzitutto per motivi pratici, visto che ormai anche gli animali domestici sono a conoscenza del fatto che il lasciapassare verde non garantisce in alcun modo la limitazione della circolazione del virus, così come i vaccini non proteggono dall’infezione. In secondo luogo ci si chiede come sia possibile che delle strutture pubbliche, pagate con le tasse degli stessi cittadini che lasciano fuori dai loro cancelli, possano prendersi la briga di applicare controversi regolamenti interni, richiamando delle misure restrittive che – almeno per il momento – non esistono più nemmeno a livello nazionale.

“Il partito ItalExit – Per l’Italia con Paragone si è sempre battuto per la cancellazione delle restrizioni e, soprattutto, per l’abolizione totale ed incondizionata del Green Pass. Una lotta che continuerà anche dopo le elezioni del 25 settembre, con ancora più forza e motivazione. La strenua opposizione a questo strumento altamente discriminatorio, insensato e lesivo della dignità umana, è uno dei punti chiave del nostro programma”, fanno sapere dall’ufficio stampa della forza politica guidata da Gianluigi Paragone. Non è possibile che, ancora oggi, ospedali e RSA siano dei veri e propri lager di confinamento, dove viene impedito ai famigliari di andare a trovare i propri cari o, ancor peggio, dove chi vi entra non lo fa senza sapere se e quando potrà rivedere un volto amico.

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