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“Niente ergastolo!” Ecco perché Filippo Turetta potrebbe uscire dal carcere prima del previsto

Pubblicato il 03/12/2023 13:18 - Aggiornato il 04/12/2023 08:48

Cambia la strategia dei legali di Filippo Turetta: “Non volevo ucciderla”, dice ora l’assassino, bensì “trattenerla”. Quando lei ha detto l’ultimo “no”, quando è scappata da lui, è impazzito ed ha colpito. Questo è quello che lui dice, anche se gli elementi che lo contraddicono sono tanti. Ora, sembra che la tesi della difesa punti verso un delitto preterintenzionale, anche se con estrema difficoltà un giudice potrà accettare tale versione, dati gli elementi a conoscenza degli inquirenti. (Continua dopo la foto)
“Il gesto di Filippo Turetta quando ha visto i genitori”. L’indiscrezione a sorpresa dal carcere

Ma questa nuova condotta difensiva non sarà senza possibili conseguenze. Si profila un’altra realtà processuale rispetto a quella finora scontata dell’ergastolo: il destino del “mostro non mostro” sembra non essere più così tetro, e glielo garantirebbe la giustizia stessa e in particolare la riforma Cartabia. Sulle aggravanti la questione è ancora nebuolosa: la premeditazione, la peggiore, non è ancora stata chiarita, e le altre non si sa quanto potranno contare in sede processuale. Alcune, come i futili motivi o il legame con la vittima. Hanno spesso un’interpretazione liquida in sede processuale. Se chiederà rito abbreviato avrà già di suo un terzo della pena scontato – che non è poco. Se la difesa di Turetta saprà giocare bene le sue carte, la riforma Cartabia giocherà a loro favore e la pena sarà ridotta a un sesto.