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Attacco al Panettone! Il Times: “Ecco perché è pericoloso e non va mangiato”

Pubblicato il 07/12/2023 14:51 - Aggiornato il 07/12/2023 14:56

Esaltazione del cibo spazzatura, cibo sintetico, omologazione del gusto. Sono alcuni capisaldi dell’attacco in corso contro le eccellenze della cucina italiana. Un tentativo di appiattire l’offerta e di convincere la gente a nutrirsi di “food”, che non è il “cibo”, ma un suo surrogato. In stile McDonald’s, o qualsiasi altra catena che offra il “fast food”. Fa impressione vedere alcune delle principali piazze delle città europee occupate, anziché da locali e ristoranti tradizionali, da catene commerciali che servono hamburger e patatine come piatto principale. Ed è preoccupante che alle nuove generazioni arrivi questo messaggio, una vera e propria esaltazione della mediocrità. Senza dimenticare gli effetti nefasti sulla salute. Ora, come se non bastasse, ci si mette pure il Times. O meglio il suo food editor, Tony Turnbull (ritratto nella foto in apertura), con un bizzarro attacco al nostro dolce natalizio per eccellenza: il panettone. (continua dopo la foto)

Il nostro panettone artigianale

Curiosamente, l’esperto di cucina si chiama come il ragazzo che al panettone ha dato il nome. Ma la sua invettiva contro il “Pan de Toni”, forse, non è del tutto disinteressata. A pensar male, invece, è legata a un dato di vendita che può solo farci piacere. Secondo la catena di supermercati inglesi Waitrose, infatti, le vendite del Panettone in Inghilterra quest’anno sono aumentate del 24%. E superano di tre volte quelle dell’autoctono Pudding natalizio. Turnbull dev’esserci rimasto male. Così, nel suo articolo ha tuonato: “Basta con il Panettone! Sospetto (e spero) che i dati non raccontino l’intera storia. Sappiamo tutti che il fascino del panettone, con le sue belle confezioni, non sta nel mangiarlo ma nel regalarlo. Poi, molte persone preparano ancora il Christmas Pudding, mentre nessuno prepara il proprio panettone a casa”. Sarà anche vero, ma intanto gli inglesi al momento dell’acquisto, comprano italiano. (continua dopo la foto)

Il Christmas Pudding inglese

Non contento, Turnbull si lancia in una lista di difetti (secondo lui) del Panettone e sul perché sarebbe “pericoloso”: troppo dolce, pesante, troppo cotto, “buono solo in prossimità della scadenza in aprile, quando ci si fa un gigantesco pudding aggiungendoci il burro”. Già, aggiungendoci il burro: e meno male che era troppo pesante! Qui però casca l’asino: perché solo i panettoni industriali scadono ad aprile. Conosciamo tutti l’enorme differenza con quelli artigianali. Il critico velatamente lo ammette parlando dei panettoni dello chef Giorgio Locatelli che “non costano meno di 25 sterline”. Però non spiega la differenza di prezzo. Sui panettoni salati, poi, cita solo quelli al caramello salato di Selfridges o la versione con il maiale (!) di Waitrose. Commenta il Gambero Rosso: “Ma Turnbull ha mai assaggiato lo spettacolare panettone al caramello salato di Vincenzo Tiri? O i tanti, riuscitissimi panettoni salati in circolazione? Temiamo di no”. Forse potremmo mandare al critico inglese una di queste squisitezze. Così, per rifarsi la bocca dal pudding di fine aprile.