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L’ottusità di Letta che chiede una nuova tassa per prendere altri soldi agli italiani

Enrico Letta era stato accolto dal Pd e dai suoi elettori come il salvatore dopo il disastro Zingaretti. Di male in peggio, verrebbe da dire. Visto che da quando Letta ha preso il timone, il Pd è stato superato nei sondaggi anche da Fratelli d’Italia, sta perdendo tutte le battaglie fin qui portate avanti con forza (e per fortuna per noi!), si farà fregare anche il Quirinale e ha ceduto al M5S la candidatura “forte” su Roma, piazzando Gualtieri come coprotagonista secondario. Le battaglie si diceva. Ecco, in piena pandemia, con un Paese che deve ripartire e con tutto quello che hanno passato i cittadini, le sole due cose a cui sembra pensare il Pd sono il ddl Zan e una nuova tassa. Sì, avete capito bene. (Continua a leggere dopo la foto)

Enrico Letta infatti ora è sulla graticola. E i primi a mettercelo sono stati i suoi, con buona parte del partito che è trasalito quando gli ha sentito pronunciare la “grandiosa” idea di mettere una nuova tassa di successione. Le opposizioni sono insorte, Draghi lo ha stoppato in 5 minuti dandogli una sonora sberla politica e i suoi compagni di partito si sono messi le mani nei capelli pensando già al nuovo calo nei sondaggi grazie a questa uscita. Qual è dunque la brillante idea del segretario del Pd che il governo ha prontamente rigettato? (Continua a leggere dopo la foto)

Come commenta Il Tempo, Letta “proponeva di creare un fondo speciale per i giovani ricavato da una patrimoniale da mettere sull’1% degli italiani più ricchi. Fra le idee quella di introdurre una tassa del 20% sulle donazioni e le successioni superiori ai 5 milioni di euro. Qualche giornalista ha chiesto a Draghi se avrebbe fatto sua quella proposta. E lui ha sibilato gelido e spazientito: ‘Non ne abbiamo mai parlato. Questo non è il momento di prendere i soldi dai cittadini ma di darli'”. Menomale. (Continua a leggere dopo la foto)

Un saggio sull’incapacità e l’ottusità del Pd e di Letta di cogliere cosa serva davvero in questi tempi. “Sarebbe un gran pasticcio in questo momento dare al Paese un messaggio come quello depressivo di nuove tasse. Ed è inutile giocare fare il vecchio comunista trinariciuto o il Robin Hood come un bambino, con le sue freccette per togliere ai ricchi e dare qualche brioches in più ai poveri. Sappiamo tutti che nell’ultimo anno l’Italia ha fatto lievitare a dismisura il suo debito pubblico, che era già mostruoso prima della pandemia”.

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