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Battaglia per l’acqua pubblica: tutte le misure messe in atto e gli investimenti fatti

La questione dell’acqua pubblica e della messa in sicurezza della rete idrica nazionale resta di prioritaria importanza per il MoVimento 5 Stelle. C’è una proposta di legge, a prima firma della portavoce Federica Daga, in grado di togliere la risorsa più importante dalle mani degli speculatori, disegnando un nuovo modello in grado di garantire il diritto all’acqua a tutti i cittadini.

Va detto che le spinte dei privatizzatori sono incessanti. In questa prima fase di legislatura il Movimento ha approfondito le criticità e le esigenze dei territori. Grazie al tavolo sul Piano nazionale per gli investimenti nel settore idrico, presieduto da Federica Daga, sono stati stanziati fondi per far partire subito i cantieri.

Sono state sbloccate risorse per oltre 2 miliardi di euro grazie alle quali si potranno effettuare interventi di manutenzione urgenti e costruire nuove infrastrutture idriche. Inoltre, grazie al decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, è stato dato finalmente il via al Fondo di Garanzia per le opere idriche, su cui i gestori potranno contare per sostenere gli investimenti nel servizio idrico integrato. Significa che lo Stato si fa garante per finanziare interventi di manutenzione e realizzazione di nuove opere.

Un emendamento del MoVimento al decreto Sbloccacantieri, invece, ha esteso le competenze del Commissario unico alle depurazioni Enrico Rolle anche a due nuove procedure di infrazione. Una decisione che renderà più celeri i tempi di adeguamento e dunque consentirà di affrontare al meglio il rischio di sanzioni Ue, per le quali l’Italia ha già pagato 540 milioni di euro dal 2012 ad oggi.

L’approvazione di un emendamento al decreto Crescita, a prima firma di Federica Daga, ha fermato la privatizzazione dell’Eipli (Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazione Fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia), l’ente in liquidazione che avrebbe dovuto distribuire l’acqua in quasi tutto il Distretto idrografico dell’Appennino meridionale. Era un vero e proprio attacco alla diligenza delle risorse idriche del Sud, una delle più grandi operazioni di privatizzazione mai viste in Italia.

L’emendamento blinda la nuova Spa nelle mani del ministero Economia e Finanze e delle Regioni interessate. Arriva così a conclusione la procedura di liquidazione di Eipli avviata 8 anni fa dal governo Monti.

E ora avanti con la nostra proposta di legge per la gestione pubblica e partecipata delle risorse idriche. Lo Stato deve farsi carico di compiere scelte strategiche della gestione insieme ai territori e ai cittadini.

Questo è necessario per mettere fine allo strapotere degli speculatori e garantire effettivamente la disponibilità della risorsa più preziosa alle generazioni future. Dalla parte dell’acqua, dalla parte del futuro.

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