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Arriva la tecnologia che permette di leggere nel pensiero. Ma è davvero questo il futuro che vogliamo?

Come sarebbe la nostra vita se le persone che ci circondano sapessero esattamente quello che pensiamo durante le varie fasi della giornata (compresa ovviamente la nostra opinione di loro)? Sembra l’interrogativo che fa da premessa all’ennesimo film di fantascienza ma, in realtà, si tratta di una realtà che potremmo a breve toccare con mano e che nel frattempo fa già discutere. Secondo un’inchiesta del magazine americano Fast Company, infatti, l’azienda Neuralink del fondatore di Tesla Elon Musk avrebbe annunciato proprio quest’estate che gli studi sull’uomo proseguiranno l’anno prossimo per un dispositivo impiantabile in grado di leggere la mente di un utente.

Gli scienziati della UCSF hanno recentemente pubblicato i risultati di uno studio sull’attività cerebrale, sostenuto da Facebook , che dimostra come sia possibile utilizzare la tecnologia delle onde cerebrali per decodificare il linguaggio. Nel 2018 Nissan aveva invece presentato la tecnologia Brain-to-Vehicle per consentire ai veicoli di agire in base ai segnali del cervello del conducente. Nielsen, invece, era già finita nella bufera, accusata di utilizzare le neuroscienze per capire il processo decisionale dei consumatori e orientarsi di conseguenza.

Una tecnologia che fa paura. E che però ha potenzialmente tanti usi, anche terapeutici. Quelli che potrebbero ad esempio permettere a un paziente paralizzato di superare il suo handicap grazie a un dispositivo impiantato nel midollo spinale e regolabile con la sola mente. Alcune società minerarie, scrive il Sydney Morning Herald, avrebbe invece già adottato un accessorio che ricorda un berretto per ridurre la fatica sul posto di lavoro. Al momento, però, il primo passo dovrebbe essere il lancio di prodotti simili al fitness tracker, per monitorare i nostri progressi fisici durante l’allenamento.

Il dibattito sui social è già diventato rovente. Al centro delle attenzioni degli utenti di tutto il mondo, ovviamente, la privacy e le possibilità pressoché infinite di violarle, con le aziende che potrebbe spiare gli orientamenti dei consumatori, i capi in grado di leggere nella mente dei loro impiegati e via dicendo, in un futuro sempre più simile a quelli distopici dipinti negli anni dagli autori sci-fi. Difficile immaginare che, in ogni caso, una simile tecnologia non diventi realtà nel giro di una decina d’anni. E per la quale si invoca già una ferrea legislazione che impedisca abusi e pericolose invasioni dell’altrui pensiero.

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