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Emergenza case: c’è 1 miliardo di euro pronto ma, da vent’anni, nessuno lo spende

Poco meno di un miliardo di euro bloccato sul conto corrente di Cassa Depositi e Prestiti, da vent’anni. Soldi teoricamente destinati alla realizzazione di nuove case popolari, in un’Italia dove oltre 600 mila famiglie sono ancora in attesa di vedersene assegnata una, e che però non vengono utilizzati. Si tratta di una somma figlia dei cosiddetti “fondi ex Gescal”, contributi versati in passato dai lavoratori che aderivano al programma “Ina-casa” e che sono stati finora utilizzati in minima parte.

La notizia è venuta a galla grazie a un’interrogazione presentata dalla deputata Leu Rossella Muroni, che ha presentato un’interrogazione parlamentare ricevendo la risposta del ministero delle Infrastrutture, che ha così certificato l’esistenza di ben 970 milioni di euro. I fondi sono suddivisi tra le Regioni italiane, con l’eccezione di Trento, Toscana, Umbria e Molise, in base a quanto versato in passato dai lavoratori e di quanto eventualmente già prelevato dalle varie amministrazioni locali.

In Puglia, per esempio, ci sono 255 milioni di euro pronti per essere spesi. Nel Lazio 202 milioni, in Sicilia 176. Il ministero ha spiegato di aver preso in considerazione “la possibilità di utilizzare anche queste risorse nell’ambito delle politiche di rigenerazione delle città e delle aree interne che rappresentano una priorità del governo”. Il problema, però, è che le Regioni non riescono spesso a mettersi d’accodo con i Comuni per la gestione e la spesa.

Roma, dove pure si concentra una delle emergenza abitative più gravi con oltre 12 mila famiglia in graduatoria per l’assegnazione, è in lotta da tempo con l’amministrazione del Lazio sulle modalità di stanziamento. Nel 2017 la giunta guidata da Nicola Zingaretti aveva mobilitato 30 milioni, per poi cambiare idea e destinarli a un programma di divisione degli alloggi nella capitale.

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