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UniCredit, violati i dati di 3 milioni di clienti nel 2015. Nel 2017 sono stati 400mila

UniCredit, attraverso una nota diffusa dal team di sicurezza informatica, ha fatto sapere oggi di aver identificato un caso di accesso non autorizzato a dati relativo a un file generato nel 2015. Questo file conteneva circa 3 milioni di records, riferiti al perimetro italiano, e risultava composto solo da nomi, città, numeri di telefono ed e-mail. Lo si legge in una nota della banca, la quale ci tiene a specificare in modo perentorio che quelli “non erano dati sensibili”.

Nell’accesso non autorizzato a file Unicredit, si legge ancora nella nota “non sono stati compromessi altri dati personali, né coordinate bancarie in grado di consentire l’accesso ai conti dei clienti o l’effettuazione di transazioni non autorizzate”.

Certo la notizia ha messo in allarme i clienti del colosso bancario. Unicredit sta contattando, esclusivamente tramite posta tradizionale e/o notifiche via online banking, tutte le persone potenzialmente interessate. Per qualsiasi dubbio, la banca ha messo a disposizione dei clienti il servizio di chiamata al numero verde 800 323285.

UniCredit ha immediatamente avviato un’indagine interna e ha informato tutte le autorità competenti, compresa la polizia. Ma il tema della violazione dei dati resta caldissimo, soprattutto se a essere colpita è una banca così grande. Per questo UniCredit fa sapere di aver “investito 2,4 miliardi di euro per l’aggiornamento e il rafforzamento dei sistemi IT e della sicurezza informatica”.

“Nel giugno 2019 – si legge ancora nella nota – il gruppo ha implementato un nuovo processo di strong customer authentication, valido sia per l’accesso ai servizi web e mobile sia per le operazioni di pagamento. Questo nuovo processo richiede una password unica o un’identificazione biometrica, rafforzando ulteriormente la sicurezza e la protezione dei clienti”.

Non è la prima volta, però, che la banca è oggetto delle attenzioni degli hacker. Ed è proprio questo a preoccupare i clienti. A luglio 2017, infatti, la banca denunciò un attacco con violazione dei dati di 400mila clienti con accesso ai dati di clienti italiani relativi solo a prestiti personali.

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