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Lagarde, il nuovo Quantitative Easing fa felici le banche. Ma i soldi non arrivano ai cittadini

Ha preso il via il nuovo programma di Quantitative Easing varato da Mario Draghi prima del suo addio e preso letteralmente per mano dalla sua succeditrice Christine Lagarde. Come si legge in un articolo di Mauro Bottarelli su BusinessInsider, la Bce ha già impiegato 2,8 miliardi di euro per acquistare obbligazioni corporate. “Appena visto i numeri mi sono detto che si tratta davvero di una cifra enorme, ben al di là di quanto potessi immaginarmi”, ha commentato con Bloomberg uno strategist di Ing. Insomma, un esordio con il botto. Niente sostegno diretto agli spread sovrani dei Paesi più indebitati ma, anzi, un aiuto alle aziende del Nord Europa. Soprattutto, fra i beneficiari, compaiono infatti Autoroute du Sud de la France, Aéroports de Paris, Unibail Rodamco ed Engie ou de Dassault Systèmes, le cui obbligazioni sono state tutte acquistate sul mercato secondario.

Scrive ancora Bottarelli: “Insomma, francesi, tedeschi e olandesi i grandi beneficiari del primo round: solo un caso che proprio queste tre nazioni fossero fra le più critiche verso la mossa, ritenuta unilaterale e di fatto quasi oltraggiosa del mandato Bce, dell’uscente Mario Draghi? C’è però un problema insito in una strategia simile, in caso non si trattasse di una mossa una tantum più politica che strutturale: se la Bce continuasse a comprare bond corporate in proporzioni così significative, si potrebbe sostanziare un effetto di sostituzione/eliminazione degli investitori dal mercato primario”.

Ma, va fatto presente, che oltre a francesi, olandesi e tedeschi, nel giorno in cui l’Eurotower rendeva noti i primi dati, anche la nostra Piazza Affari è svettata come migliore d’Europa, trainata dal comparto bancario. Si legge su BusinessInsider: “Come mai gli istituti di credito italiani, ancora stracarichi di Btp, schizzavano in alto? Sempre grazie alla Bce e, probabilmente, al fatto che qualcuno conoscesse in anticipo i risultati della prima settimana di operatività di un altro dei pilastri del nuovo intervento designato da Mario Draghi: il tiering, ovvero il sistema di esenzioni posto in essere per mitigare gli effetti più dannosi dei tassi negativi per il sistema bancario, in questo caso tedesco e francese su tutti. E chi ha beneficiato maggiormente della mossa? Proprio le banche italiane”.

A ottobre, le banche italiane hanno visto crescere i propri depositi presso la Bce di 37 miliardi di euro a 137,8 miliardi, dinamica che ha portato come conseguenza un calo record delle liabilities del nostro Paese verso il resto dell’area euro, -48 miliardi di euro rispetto al mese precedente. Insomma, un arbitraggio decisamente conveniente per la nostre banche. In tutto questo, però, dei benefici per i cittadini non c’è nemmeno l’ombra. Le banche fanno festa per questa cascata di soldi, e noi restiamo a guardare. È come al solito tutta una questione che con la vita reale delle persone ha poco a che fare. I cittadini di questi soldi non vedono nemmeno l’ombra.

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