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Da Mps a Philip Morris, tutti gli “aiutini” che Gualtieri ha nascosto nella nuova Legge di bilancio

Avete presente le matrioske? Ecco, la matrioska è l’immagine perfetta per rappresentare ogni nuova legge di bilancio. Dentro c’è sempre qualcosa di più piccolo e ancora più piccolo e ancora più nascosto. Se andiamo a scomporre la legge di Bilancio, ci troviamo dentro di tutto. E il “bello” è contenuto proprio nelle norme-statuine più piccole e poco pubblicizzate. Ma Il Fatto Quotidiano ha preso la lente d’ingrandimento ed è andato a guardarle, scoprendo cose davvero interessanti, soprattutto per quel che riguarda Mps. “Il Monte dei Paschi oggi è del Tesoro, che però vuole venderlo e allora arriva il regalino fiscale: la conversione delle “Dta” (le svalutazioni sui crediti che diventano sconti fiscali) per le banche che si fondono”.

Cosa vuol dire? Che “quella che si prende Mps, per usarli, dovrà però essere più grande di Siena: la norma pare scritta per Unicredit, dove s’è appena insediato in cda l’ex ministro Padoan, l’uomo che nazionalizzò Mps nel 2017…”. Ma non è tutto, un’altra norma-statuina riguarda il settore dei giochi. “Oltre ai soliti interventi per fare cassa, c’è un rinvio di due anni (a marzo 2023) della gara per le concessioni del Bingo. Questa volta la causa è il Covid (le sale sono chiuse), mala proroga dura dal 2014. Oggi non si possono fare i bandi: le norme in alcuni Regioni e Comuni (che vogliono limitare i giochi d’a77a.r-do) impedirebbero di far continuare l’attività delle sale che lo Stato mette a bando”.

E poi c’è una normina piccola piccola che favorisce come sempre Philip Morris: “Salta l’accisa del 25% su sigarette elettroniche e altro, dunque niente rincari”. Poi, arrivando all’ultima parte della matrioska troviamo “sei milioni e mezzo per finire ‘Mantova Hub’, 10 milioni per trasformare l’Istituto Luce da Srl in Spa, dieci milioni ad Anpal Servizi come ‘contributo al suo funzionamento’, 15 milioni ai patronati (un vero classico), 10 milioni l’anno in più all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) per ‘ulteriori attività’ dovute al Covid”.

E ancora: “24 milioni l’anno all’Enac per assumere 280 persone circa; quasi 54 milioni per ripianare un buco previdenziale per gli anni 2016-2020 dei professori delle università private. Non manca neanche un altro grande classico delle manovre ovvero la norma per sistemare problemi in una società che non dovrebbe esistere: l’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiariain Puglia, Lucania e Irpinia (Eipli) è in liquida-zione dal 2011 dovrebbe essere sostituito da un’altra società, ma non s’è ancora trovato il modo di chiudere il tutto e quindi i contratti a termine di Eipli vengono prorogati per l’ennesima volta di sei mesi”.

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