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La colonizzazione continua: il Monte Paschi svende ai francesi la più grande salina d’Italia e d’Europa

Di Emanuele Oggioni

Stiamo parlando del primo produttore di sale in Italia: le saline di Margherita di Savoia in Puglia con i loro 4.500 ettari sono le più grandi d’Europa, ed erano gestite da Atisale, che è titolare della concessione fino al 2029. La produzione di Atisale è di 700mila tonnellate tra Margherita di Savoia e Sant’Antioco in Sardegna, per un totale di circa 30 milioni di fatturato. La crisi aziendale (concordato preventivo) di Atisale durava da molto tempo, e dopo 2 anni di trattative per la definizione transattiva dell’esposizione debitoria vantata dalla banca Monte dei Paschi di Siena, l’istituto bancario ha deciso di interrompere le trattative unilateralmente, sostengono i sindacati, senza vendere a alla controparte debitrice il suo credito.

Secondo Il Sole 24 Ore, alla gara di Mps si sono presentati anche Salapia insieme ad imprenditori locali del settore, offrendo 5,6 milioni con l’aiuto di R&F srl, e Groupe Salins che ne ha offerti 5,4, ma Mps ha scelto Salins. Ci si chiede perché mai una banca italiana, peraltro controllata ormai dallo Stato italiano, deve favorire un competitor straniero, danneggiando imprenditori italiani.

La francese Salins, uno dei più grandi gruppi mondiali, assume così una posizione dominante sul mercato, senza che l’antitrust si sia espresso in merito. Il rischio è ovviamente quello di una perdita di posti di lavoro (circa 160 persone e altrettante famiglie), visto che i francesi potrebbero usare la salina solo come “miniera” per prelevare il sale e poi trasportarlo e lavorarlo nei propri stabilimenti, “portando altrove il valore aggiunto”.

In questa guerra finanziaria in atto a livello mondiale ed europeo, le banche italiane sono costrette dalla Troika a svendere i loro crediti deteriorati a prezzi da saldo. Nel caso della salina, stiamo parlando di quasi il 70% di sconto, visto che il credito di 16,7 milioni di euro è stato svenduto per il 32% del suo valore, ossia per 5,4 milioni di euro. A garanzia dei crediti sono state rilasciate nel 2011 fidejussioni e pegni sul 100% di azioni Atisale.

Ci si chiede se Demanio che cura le concessioni di estrazioni e gli enti locali pugliesi siano stati interpellati dal Monte Paschi. La concessione rimane valida sino al 2029? Secondo il Sole 24 Ore, la Confindustria Foggia cercherà di incontrare i nuovi proprietari francesi a settembre, ma non si dichiara preoccupata: “Non dobbiamo discettare sulla nazionalità di chi investe ma auspicare che questo dia finalmente stabilità e futuro ad una risorsa del territorio”. Al contrario Antonio Castriotta, segretario Uila Foggia, afferma che “Non vorremmo che Salins prendesse marchio e mercato e basta. Già abbiamo avuto la cessione del credito ai francesi in silenzio e senza che la politica battesse ciglio”.

Gianpietro Comolli, presidente del Centro studi dell’OVSE, agronomo, giornalista, enologo, agricoltore, ideatore del marchio Terranostra, sostiene che “già oggi 1 kg di ottimo-puro-sanitario sale italiano vale 1/10 di un sale indiano o oceanico. La proprietà dello Stato deve essere una garanzia non solo formale, ma sostanziale con relative responsabilità. Il Governo deve affidarsi a competenze elevate e non di basso livello, e inoltre non deve eludere le proprie competenze di controllo”.

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