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“Non li riguarda”. Incredibile, a sorpresa Bruno Vespa asfalta Bankitalia. Cosa ha detto (il VIDEO)

Pubblicato il 07/12/2022 09:11

Bruno Vespa, storico conduttore di “Porta a porta” su Rai1, è stato ospite di Tizana Panella all’interno del programma “Tagadà”, su La7, nella puntata di martedì 6 dicembre. Tra le altre cose Vespa ha commentato le parole di Fabrizio Balassone, capo del Servizio Struttura economica della Banca d’Italia, sulla manovra economica del governo Meloni. Parole che sostanzialmente hanno bocciato larga parte del lavoro del governo. I banchieri hanno infatti attaccato soprattutto le modifiche (che poi porteranno alla cancellazione) del Reddito di Cittadinanza, la flat tax e le politiche sul contante e sull’utilizzo dei Pos. Vespa, però, si dice stupito dall'”attacco frontale sul reddito di cittadinanza, una materia che non dovrebbe interessare l’istituto”. Una prima bordata che ha lasciato un po’ di sasso tutti quanti, compresa la conduttrice. “In linea di principio credo che la cosa più corretta sia il rispetto dell’autonomia della Banca d’Italia”, ha aggiunto l’ex direttore del Tg1. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Vespa: “Dopo di che io mi sono un po’ sorpreso del fatto che la Banca d’Italia sia entrata nel merito perfino del reddito di cittadinanza che non c’entra niente con loro. La Banca d’Italia si occupa di questioni economiche non di quelle sociali. È scappata pure a loro un po’ la frizione” commenta. “Avrebbe potuto dire: una manovra prudente, in linea con le raccomandazioni europee (tanto è vero che Giorgia Meloni prima di vararla è andata in Europa) però non ci piace il contante, non ci piace questo o quest’altro. Avrei lasciato da parte il reddito di cittadinanza”. (Continua a leggere dopo il video)

Conclude Vespa: “È stato visto un po’ come un attacco frontale al quale è stata data una risposta molto dura. Poi siccome il governo non deve e non può litigare con la Banca d’Italia è arrivato il comunicato distensivo. La Banca d’Italia non è nostra Signora, di errori ne ha fatti tanti. Una persona che io stimo profondamente che è Carlo Azeglio Ciampi mandò al macero migliaia di miliardi nel ’92 in difesa della lira che non servì a niente. Allora lo vogliamo crocifiggere? Sbagliò ma lo fece in buona fede”.

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