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“Vedono le donne come oggetti”. La denuncia di Nordio sul femminicidio scatena polemiche

Pubblicato il 07/12/2023 13:00

Suscitano scalpore le parole pronunciate da Carlo Nordio, ministro della Giustizia, durante la sua audizione davanti alla Commissione Parlamentare di inchiesta sui femminicidi. Il ministro ha iniziato parlando del caso di Giulia Cecchettin, affermando che il funerale è stato “straziante”. E ponendo al centro dell’attenzione i familiari della vittima, ma anche la situazione dei genitori di Filippo Turetta. Che secondo Nordio sono “in una situazione straziante e straziata, quasi quanto quella dei genitori di Giulia. Perché per fermare questa strage dobbiamo occuparci degli uni e degli altri, delle vittime e degli autori, e soprattutto delle loro famiglie”. Non è mancato un riferimento al patriarcato. A una cultura sedimentata che a suo parere “è più facile da rimuovere nelle classi più evolute, che hanno studiato. Ma in altri settori è più difficile”. Ma a generare polemiche è stata un’altra affermazione del ministro della Giustizia. (continua dopo la foto)

Nordio, parlando della situazione nel nostro Paese, ha affermato che “in questo periodo arrivano in Italia persone abituate a concepire la donna come una cosa. Dal loro punto di vista, un atteggiamento che noi riteniamo criminoso è quasi inesplicabile che venga punito”. Il ministro ha dunque segnalato un pericolo. E ha lanciato un allarme sulla cultura e sulle abitudini di una parte dei migranti che ha fatto scalpore. Eppure, secondo molti commentatori quello culturale è forse il problema più urgente da risolvere. E se questo vale per gli italiani, deve valere anche per chi si trasferisce nel nostro Paese. I dati in questo caso sono chiari. La maggior parte dei femminicidi avviene in ambito familiare o per mano di ex partner. Nello stesso tempo i reati contro le donne, a partire dagli stupri, in percentuale coinvolgono maggiormente i migranti. (continua dopo la foto)

Il ministro, in ogni caso, ha posto un problema culturale che non può essere ignorato. E’ evidente che la visione della donna in molti Paesi stranieri è diversa da quella occidentale. E i processi di integrazione, come dimostrano le esperienze di altre Nazioni europee, non sono semplici. Non si può negare che questo sia un problema da affrontare quando si parla di rispetto e tutela della donna. In chiusura del suo intervento, sul tema dei femminicidi e della violenza di genere Nordio ha poi sottolineato come “a monte di tutto c’è l’educazione. L’educazione al rispetto, alla dignità. L’educazione alla libertà, nel vedere in ciascun prossimo il riflesso di noi stessi. Soltanto quando avremo acquisito la piena consapevolezza che il nostro interlocutore siamo noi allo specchio avremo raggiunto quel grado di educazione, libertà e civiltà che potrà ridurre il ricorso alla violenza da parte dell’uomo”.