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Vaccino, stravolte le priorità. Prima insegnanti, avvocati e “personale sanitario”, poi gli ottantenni

Un piano vaccinazionale completamente stravolto nelle priorità, con alcuni Regioni che sembrano precipitate di colpo in un Far West in cui le regole non esistono e ognuno pensa per sé. Con il risultato, intollerabile, di ottantenni ancora in attesa del trattamento insieme ai malati oncologici mentre persone molto più giovani e in salute ricevono la somministrazione in base all’appartenenza a un determinato ordine professionale. Tre mesi dopo quel “vaccine day” presentato in pompa magna, con tanto di dirette tv e avvio sincronizzato delle prime iniezioni a medici e infermieri, il programma che doveva portare l’Italia fuori dall’incubo Covid-19 è un disastro, con la confusione a regnare sovrana da Nord a Sud.

Vaccino, stravolte le priorità. Prima insegnanti, avvocati e "personale sanitario", poi gli ottantenni

Errori, problemi tecnologici, ritardi da parte delle aziende farmaceutiche che incassano miliardi di euro senza rispettare i contratti (l’ennesimo capolavoro per cui dobbiamo essere grati all’Ue). Ma a pesare è anche una disorganizzazione totale, con casi e proteste che esplodono a ogni latitudine. Ultima polemica in ordine cronologico, quella relativa al sistema di prenotazione della Asst Santi Carlo e Paolo di Milano, che ha permesso a un numero di persone ancora imprecisato di essere vaccinati senza averne diritto. Secondo una ricostruzione fatta da Radio Popolare, “il sistema, teoricamente rivolto ai dipendenti delle strutture sanitarie gestite dall’Asst, era basato su un semplice account Office365, attraverso il quale è stata creata una pagina di prenotazione. Il link alla pagina è stato poi inviato agli oltre 4 mila dipendenti della Asst via email. Il prevedibile risultato di questa procedura è stato che, nel giro di poche ore, il link ha iniziato a circolare via sms e sui gruppi Whatsapp”.

Vaccino, stravolte le priorità. Prima insegnanti, avvocati e "personale sanitario", poi gli ottantenni

Non un caso unico, purtroppo, in queste settimane concitate. Sulle quali pesa la diversa interpretazione data da ogni Regione alle circolari ministeriali, a partire dalla definizione di “priorità”. Chi ha più diritto di altri a essere vaccinato? Il caos è iniziato fin da subito. I primi a ricevere il trattamento dovevano essere gli operatori sanitari ma nel Lazio, per esempio, i numeri sono parsi fin da subito troppo alti. Probabile, lamentano le categorie ancora in attesa, che si siano “imbucati” anche gli amministrativi e il personale ministeriale dei settori coinvolti. Col passare delle settimane, la situazione è peggiorata ulteriormente: dipendenti e ospiti delle residenze per anziani e ultraottantenni, inizialmente inseriti tra i primi nella lista d’attesa per il vaccino, sono scivolati indietro. Con precedenza ai soggetti a rischio (malati cronici) e alcune professioni come magistrati, insegnanti e forze dell’ordine.

Vaccino, stravolte le priorità. Prima insegnanti, avvocati e "personale sanitario", poi gli ottantenni

Anche qui, poi, ognuno è andato per la sua strada. Il Veneto ha seguito una propria strategia, con priorità agli ottantenni. In Abruzzo, con le scuole chiuse, si è chiesto di vaccinare anche studenti e personale non docente, prima delle riaperture. In ogni Regione o quasi emergono scandali di “furbetti del vaccino” che sarebbero riusciti a ricevere la somministrazione senza averne diritto. Capirci davvero qualcosa, di fondo, è impresa quasi impossibile, vista anche la poca trasparenza: il sito web Github, aggiornato direttamente dalle Regioni, riporta infatti sì il numero di dosi somministrare ma fa molta meno chiarezza sulle quantità di vaccino che vengono consegnate dalle case farmaceutiche a ogni Regione, rendendo così impossibile capire quali scelte siano state fatte sul territorio. Come inizio, davvero niente male.

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