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ULTIM’ORA: Gazprom blocca il primo flusso di gas verso l’Europa. L’Ue si prepara al razionamento. La situazione

Pubblicato il 12/05/2022 16:59

La principale società del gas russo, Gazprom, smetterà di utilizzare un gasdotto chiave per il transito del gas attraverso la Polonia. Ad annunciarlo è stata direttamente la società stessa. Dalla Polonia passa la condotta Yamal che attraversa anche la Bielorussia per poi diramarsi in Germania ed in Ucraina. L’agenzia Reuters riporta che media finlandesi sospettano che da domani la società controllata da Mosca potrebbe addirittura interrompere le fornitura di gas alla Finlandia, visto l’annuncio di richiesta di adesione accelerata alla Nato. La Finlandia è estremamente dipendente dal gas russo in termini di approvvigionamento, benché il Paese faccia comunque un uso abbastanza modesto di gas in generale, affidandosi soprattutto ad energie rinnovabili e nucleare.
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L’annuncio di Gazprom

L’annuncio dell’interruzione dei flussi attraverso la Polonia è sicuramente riconducibile alla politica di “contro sanzioni” avviate da Mosca. Il termine dei rapporti con le ex controllate europee di Gazprom, nazionalizzate dai paesi dove avevano sede dopo l’inizi della guerra, è parte integrante di tale strategia. Tra queste anche Gazprom Germania. Il mercato ha subito risentito dell’annuncio. Dopo la comunicazione, infatti, il prezzo del gas sul mercato di Amsterdam (quello di riferimento per gli scambi europei) è schizzato a 115 euro per megawatt/ora. L’Unione Europea, nel frattempo, ha deciso che verrà introdotto un tetto al prezzo soltanto in caso di emergenza, ovvero di interruzione improvvisa dell’erogazione di metano russo.
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Razionamento energetico in vista?

La Commissione Europea, nella bozza del piano RePowerEu che sarà presentato mercoledì 18 maggio, ha paventato il tanto temuto razionamento energetic: «Nel caso di un’interruzione improvvisa totale o parziale delle forniture di gas russo, i Paesi europei dovrebbero procedere con un “razionamento coordinato” sulla base del principio di solidarietà». Per principio di solidarietà, spiega l’esecutivo comunitario, si intende “una riduzione della domanda di gas negli Stati membri meno colpiti a vantaggio di quelli più colpiti”. La Commissione stima che i prezzi dell’energia rimarranno elevati per il resto del 2022 e, anche se in misura minore, fino al 2024-2025.

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