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Tutti vogliono Berlusconi: Pd e M5S pronti a tendere la mano al vecchio nemico

L’obiettivo minimo, la sopravvivenza, è stato raggiunto. Fino a gennaio è difficile immaginare, infatti, che un qualche scossone possa di colpo buttare giù Conte dalla poltrona di Palazzo Chigi. Ma il futuro del governo, diviso ormai su qualsiasi questione, è sempre meno certo e la nuova mission dei giallorossi è diventata la ricerca di un elisir per allungare ulteriormente la vita dell’esecutivo. La soluzione più pratica ha un nome e un cognome, Silvio Berlusconi, l’uomo pronto a tendere la mano e a evitare che il peggiore degli incubi possa trasformarsi in realtà: i numeri a picco, il Senato di colpo trasformato in campo di strenua battaglia a ogni passaggio, con il rischio di k.o. dietro ogni angolo.

Tutti vogliono Berlusconi: Pd e M5S pronti a tendere la mano al vecchio nemico

Il Pd lo ripete da tempo: valutiamo le proposte che arrivano da Forza Italia con attenzione. E Forza Italia si è mostrata pronta anche a un voto favorevole sulla legge di scostamento di bilancio, passaggio che richiede la maggioranza qualificata. In cambio, però, chiede un maggiore coinvolgimento nel processo decisionale. Punto, quest’ultimo, sul quale l’accordo interno ai giallorossi ancora non c’è, soprattutto in orbita Cinque Stelle: una parte del Movimento, quella che ha abbracciato subito il nuovo corso di subalternità a Zingaretti & co., non si farebbe problemi a firmare l’ennesimo patto col Diavolo, ma non tutti riescono ad accettare l’idea di andare a braccetto con quel Berlusconi un tempo eletto a simbolo della casta da abbattere.

Tutti vogliono Berlusconi: Pd e M5S pronti a tendere la mano al vecchio nemico

E così Pd e Cinque Stelle si trovano a baccagliare nel bel mezzo dell’emergenza Covid. Un po’ su tutto, considerando che i dem sono recentemente tornati alla carica anche sul Mes, insistendo sulla necessità di mettere le mani su quel prezioso tesoretto infischiandosene nelle future conseguenze. Col risultato di una paralisi totale. Sintesi perfetta dell’immobilismo dell’esecutivo è il capitolo Recovery Fund: i soldi arriveranno, nella migliore delle ipotesi, a 2021 inoltrato. Ma l’Italia è ancora indietro sul piano per gestirli e Bruxelles, che pure è la prima sostenitrice del Conte-bis, inizia ora a guardarci con un misto di preoccupazione e diffidenza.

Tutti vogliono Berlusconi: Pd e M5S pronti a tendere la mano al vecchio nemico

Tanti, troppi fronti aperti tutti insieme insomma. Con la spiacevole sensazione che la gestione della gravissima crisi economica e sanitaria stia passando sempre più in secondo piano in favore di un regolamento di conti all’interno dei singoli partiti. Non certo quello che chiedono gli italiani, messi in ginocchio da misure restrittive e chiusure e in vana attesa di una mano dall’alto che continua a non arrivare. A loro Pd e M5S non mostrano altro se non la quotidiana soap giallorossa, sempre più patetica.

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