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Super Russia! I dati del Fondo monetario sotterrano Europa e Usa: “Dopo 10 mesi di sanzioni…”

Pubblicato il 04/01/2023 08:29 - Aggiornato il 19/01/2023 11:06

Mentre gli italiani sono ridotti alla fame, con il prezzo dei carburanti alle stelle, l’inflazione che galoppa sempre più, i costi energetici insostenibili e il costo della spesa che fa sì che il conto sia sempre più salato e i carrelli sempre più vuoti, dopo 10 mesi di sanzioni la Russia entra nella top 10 delle economie mondiali. Un capolavoro la mossa europea e americana. Chi doveva essere punito gongola, e i punitori sono allo stremo. Chissà se il piano non fosse proprio questo… Secondo i dati del Fondo monetario internazionale, nel 2022 Mosca è entrata nella classifica delle prime 10 economie mondiali, collocandosi al nono posto e scavalcando Italia – che si colloca al decimo posto – Brasile e Corea del sud per prodotto interno lordo (Pil). La medesima tendenza proseguirà nel 2023, anno in cui è previsto che la Russia mantenga la posizione attuale in classifica. (Continua a leggere dopo la foto)

Come spiega Giorgia Audiello su L’Indipendente, “nel 2022, Mosca ha registrato un Pil pari a 2.133,1 miliardi di dollari, anche grazie al rafforzamento del valore del rublo e all’aumento dei prezzi delle materie prime, tra cui quelle energetiche, di cui la Russia è una grande produttrice. A fronte della resistenza dell’economia moscovita, si registra – al contrario – una tendenza alla recessione di molte tra le principali economie occidentali”. A confermalo è la notizia (di oggi) riportata dal Financial Times secondo cui il Regno Unito affronterà la recessione peggiore e più lunga delle economie del G7, ma anche quella secondo cui la decisione della BCE di aumentare i tassi di interesse metterà in difficoltà molti Stati europei, tra cui l’Italia, considerata l’anello debole della zona euro. (Continua a leggere dopo la foto)

I risultati dell’economia russa e soprattutto l’apprezzamento del rublo contraddicono la narrazione dominante che per mesi è stata portata avanti dalle istituzioni europee circa l’efficacia delle sanzioni. Ricordiamo tutti quando la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nell’aprile del 2022, in un’intervista al quotidiano tedesco Bild, aveva affermato che “le sanzioni ogni settimana entrano più a fondo nell’economia russa: le esportazioni verso la Russia sono crollate del 70%, 700 aerei russi hanno perso la licenza per mancanza di pezzi di ricambio e aggiornamenti software. Centinaia di grandi aziende e migliaia di esperti stanno voltando le spalle al Paese. Secondo le attuali previsioni, il prodotto interno lordo in Russia crollerà dell’11%. Il fallimento nazionale della Russia è solo questione di tempo”. Puntualmente – come accade infatti molto spesso – la presidente della Commissione Ue è stata smentita dai fatti, dai dati e dalla storia. Si apprende infatti dai dati dell’FMI (e non di qualche sovversivo putiniano) che i Paesi della zona euro saranno quelli “più colpiti dal rallentamento economico”. (Continua a leggere dopo la foto)

Le sanzioni alla Russia sono diventate sanzioni all’Europa, in particolare all’Italia, come andiamo ripetendo ormai da tempo. Bastava vedere i prezzi nei distributori di benzina, nei supermercati; o le file sempre più lunghe e dense ai banchi alimentari o fuori dai centri Caritas. Mentre noi precipitavamo verso il baratro, l’FMI ha dovuto più volte rivedere le stime di crescita della Russia: se inizialmente aveva previsto una contrazione della crescita dell’8,6%, a luglio la previsione era scesa al 6% e ad ottobre al 3,2%. Le analisi e le previsioni occidentali erano dunque completamente sballate. Sperando nel crollo di Mosca, non si rendevano conto che era invece l’economia occidentale a soffrire. Con la possibilità concreta, ora, che cambi tutto, persino il modello economico, con l’Occidente costretto a cedere il passo alle potenze asiatiche.

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