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Sicilia, 3 arresti in Regione: “Dati sui contagi truccati”

Dati sui contagi falsati, con il numero dei positivi abbassato e quello dei tamponi invece fatto salire in maniera artificiosa, così da evitare che la Regione Sicilia precipitasse in zona rossa, con tutte le restrizioni del caso. Un copione ripetuto più e più volte col passare delle settimane, “almeno in 40 occasioni”, a partire dal novembre del 2020 e fino alla metà di marzo 2021. Con questa accusa sono finite agli arresti tre persone, nell’ambito di un’indagine condotta dalla procura di Trapani e che vede altri 7 indagati.

Sicilia, 3 arresti in Regione: "Dati sui contagi truccati per evitare la zona rossa"

Il giudice per le indagini preliminari ha parlato di un “disegno politico scellerato”, per il quale sono finiti ai domiciliari la dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano ed Emilio Madonia, dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato. Nella lista degli indagati è finito anche l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza, al quale i carabinieri hanno anche sequestrato alcuni cellulari. I militari del Nas hanno sottolineato come per quest’ultimo “non emerga ancora compendio investigativo grave, ma è emerso il parziale coinvolgimento di Razza nelle attività delittuose del Dasoe”.

Stando alle intercettazioni, l’assessore Razza avrebbe discusso dei morti per Covid-19 nella Regione con Di Liberti con modalità agghiaccianti: “Spalmiamo un poco i morti…”, “Ma sono veri?”, “Sì, solo che sono di 3 giorni fa”. Con tanto di chiosa finale: “E spalmiamoli un poco…”, “Ah. Ok, allora oggi gliene do 1 e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene, ok”. In un’altra intercettazione si sentirebbe il funzionario Cusimano parlare con Di Liberti: “Ma che dici? Ma che dici? No, scusa non può essere, se sono quei i dati definitivi, Palermo va in zona rossa subito, subito”, “A questo punto io scenderei sotto i 400 su Palermo. Ho parlato con Ruggero e facciamo il punto domani”. E ancora, il dirigente generale avrebbe aggiunto: “Sì, sì, sì, quindi 508 lo portiamo a 370… che ne so una cosa di queste… sono numeri esageratissimi… E ci aggiungiamo 1.000 tamponi”.

Oltre a Razza, risultano indagati anche il vice capo di gabinetto dell’assessorato Ferdinando Croce e il dirigente Mario Palermo, mentre “sembra estraneo”, sempre secondo il gip, il presidente della Regione Nello Musumeci. Che, però, non può ora sottrarsi alle proprie responsabilità, e dovrebbe consegnare le dimissioni insieme a tutti i protagonisti di questa agghiacciante vicenda. Quanto meno perché responsabile di essersi circondato di personaggi di questa tinta, oltre che per l’incapacità di controllare il lavoro dei suoi collaboratori. Anticipare il voto in Sicilia e ripulire l’amministrazione regionale. Queste, in un Paese normale, sarebbero ora le parole d’ordine.

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