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Si sciolgono i ghiacciai della Groenlandia: il conto, salatissimo, che pagherà l’Europa (Italia compresa)

Si sciolgono i ghiacciai dell’Artico e il costo, secondo uno studio dello scorso anno realizzato dal Centro Comune di Ricerca (agenzia specializzata della Commissione Europea), sarà molto alto. La ricerca, pubblicata da Nature, prevede uno scioglimento record della calotta della Gronelandia per il 2019, superiore a quello del 2012. “La conferma arriverà a fine anno” ha annunciato Xavier Fettweis, ricercatore al Dipartimento di Geografia dell’Università belga di Liegi.

“Possiamo già dire che dal 1 settembre 2018 al 31 agosto del 2019 la massa totale di ghiaccio si e ridotta a 67 gigatonnellate, contro le 75 misurate nello stesso periodo di riferimento nel 2011-2012”. Si tratta dell’equivalente di 1,4 mm di acqua in più nel mare, il quantitativo più elevato riversato dalla Groenlandia dal 1950 a oggi. A causare il fenomeno, l’eccezionale calure estiva che ha colpito il Nord, accelerando la liquefazione dei ghiacci artici.

I danni per l’Europa sono stati calcolati dal Centro Comune di Ricerca: nel peggiore degli scenari ipotizzati nell’analisi, entro la fine del secolo l’innalzamento dei mari arriverà a costare 2,5 trilioni di euro (2,5 miliardi di miliardi). L’Italia sarà il quarto Paese più danneggiato dal fenomeno dopo Regno Unito, Francia e Norvegia: il conto, salatissimo, potrebbe arrivare a circa 440 milioni di euro solo nel 2020, quasi 10 miliardi nel 2050 e oltre 236 miliardi nel 2100.

“Nel breve termine, l’innalzamento del livello dei mari sarà causato principalmente dall’espansione della massa delle acque, dovuta all’aumento globale delle temperature. Dal 2050 il contributo dello scioglimento dei ghiacci (polari e montani) diventerà relativamente più significativo” ha spiegato Michalis Vousdoukas, uno degli autori dello studio. “La relazione di causa-effetto tra lo scioglimento dei ghiacci e le conseguenze finanziarie è indubbia ma non lineare: un lieve aumento del livello delle acque potrebbe non avere un grande impatto, ma il suo progressivo accumulo avrà gravi conseguenze, combinandosi alle alte maree e alle avversità meteorologiche (uragani e tempeste) che diverranno sempre più frequenti”.

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