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Senatore Pd e consulente dei magistrati. Cosa non torna sul doppio ruolo di Crisanti nell’inchiesta Covid

Pubblicato il 10/01/2023 09:20 - Aggiornato il 19/01/2023 10:25

Come può Andrea Crisanti, virostar e senatore del Pd, essere anche il consulente scelto dai magistrati nell’inchiesta penale della Procura di Bergamo, la più importante in Italia, sul mancato contenimento delle prime ondate della pandemia di Covid-19? Nella sua veste di epidemiologo e virologo, Crisanti aveva quantificato il numero di morti provocato dalla mancata istituzione, nel febbraio 2020, di una zona rossa bergamasca e da una serie di presunte violazioni nella gestione dell’emergenza. Per questa ragione, la consulenza da lui firmata potrebbe andare a sostegno di una eventuale accusa nei confronti della Regione Lombardia. Regione che è governata dal centrodestra, mentre lui ora è un esponente del centrosinistra. E qui si crea il cortocircuito, visto che proprio Regione Lombardia è in piena campagna elettorale in vista delle votazioni di febbraio. Sulla questione è intervenuta anche l’avvocata Consuelo Locati, coordinatrice dei legali dei familiari delle vittime della pandemia in provincia di Bergamo e candidata di Italexit alle ultime elezioni per portare in alto la voce di chi richiede verità e giustizia su Covid e vaccini. Ha detto a Today: “Sicuramente l’elezione del professor Crisanti in Parlamento potrebbe prestare il fianco alle difese degli eventuali imputati, qualora i magistrati di Bergamo ne chiedessero il rinvio a giudizio. È altrettanto vero che la consulenza non è stata firmata solo dal professor Crisanti, ma anche da altri due consulenti nominati dalla Procura”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Locati: “Inoltre, la consulenza è stata depositata nel gennaio 2022, molto prima della candidatura di Crisanti in Parlamento. Di sicuro la sua elezione potrebbe cagionare qualche problema, ma molto limitato. E comunque non toglie fondatezza scientifica alle sue valutazioni”. Quando alla polemica con il governatore del Veneto, Luca Zaia, dice Locati: “Mi pare che la coerenza di pensiero e il comportamento del professor Crisanti nella gestione della pandemia in Veneto siano stati oltremodo confermati. Lui si era schierato contro i provvedimenti adottati dalla Regione nella seconda ondata pandemica che hanno portato a un eccesso di mortalità. La sua coerenza non danneggia le indagini, anzi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Locati: “Sorpresi dalle parole di Zaia? Un po’ sì, ma nel clima che stiamo vivendo ormai da troppo tempo, vedendo quello che è successo in Lombardia, non mi hanno stupita più di tanto. Sono le parole di Zaia su Crisanti, in cui dice che lo stanno facendo schiantare. Chi fa emergere la verità deve essere fatto schiantare. Una linea comune tra Veneto e Lombardia nella gestione della pandemia, prima dell’arrivo dei vaccini? Purtroppo la linea comune è nella cattiva gestione e nella circostanza che le vite umane siano state sacrificate in nome di interessi economici. Anche la Lombardia è stata coinvolta in diversi scandali. Anche se per alcuni di questi, le indagini si sono concluse nel nulla: ma solo per questioni formali, piuttosto che nel merito delle vicende. Sono considerazioni molto tristi. Qual è il valore della vita umana rispetto al denaro, alle valutazioni economiche?”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude Locati: “Noi non abbiamo ancora ricevuto la consulenza di Crisanti come parti offese. Avremmo potuto ricevere le richieste di eventuali archiviazioni, a seguito degli esposti che abbiamo presentato. Ma in questo momento a nessuno dei difensori per i fatti di competenza della Procura di Bergamo sono state notificate richieste di archiviazione. Quindi le indagini sono ancora in corso. Quando la procedura lo consentirà, chiederemo copia della perizia del professor Crisanti, per depositarla agli atti del processo civile davanti al Tribunale di Roma nei confronti della Presidenza del Consiglio, del ministero della Salute e della Regione Lombardia”.

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