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Se ne va Borrelli, il magistrato di Tangentopoli che cambiò la storia d’Italia

L’Italia piange Francesco Saverio Borrelli, il magistrato che ha cambiato per sempre la storia del Paese legando il suo nome al pool di Mani Pulite, che scoperchiò il vaso di Pandora della mala politica nostrana. Nato a Napoli nel 1930, il giudice è scomparso nell’hospice Floriani dell’Istituto Tumori di Milano, dopo aver lottato a lungo contro una brutta malattia. Entrato in magistratura nel 1955, la sua carriera si era svolta quasi tutta nelle aule di tribunale del capoluogo lombardo. Nel 2002, da procuratore generale della corte d’Appello, aveva pronunciato un celebre discorso sull’indipendenza della magistratura: “Resistere, resistere, resistere, come sulla linea del Piave”.

Accanto a Borrelli è rimasta fino all’ultimo momento la moglie Maria Laura e i figli Andrea e Federica, che aveva scritto su Facebook un lungo post che faceva già presagire la fine. Immediate le reazioni di quanti l’hanno conosciuto. “Francesco Saverio Borrelli era un capo che sapeva proteggere i suoi uomini, una persona che ha fatto la storia d’Italia” ha commentato Francesco Greco, a capo della procura di Milano e considerato l’allievo dell’ex magistrato che guidò il pool di Mani Pulite.

Di tutt’altro tenore il commento di Stefania Craxi, la senatrice di Forza Italia figlia del leader Psi Bettino che proprio di Tangentopoli era diventato uno dei simboli, travolto dallo scandalo: “Con Borrelli viene a mancare uno dei protagonisti principali di una stagione infausta della nostra storia repubblicana”.

Dopo la lunga carriera da magistrato, Borrelli aveva vissuto ancora una stagione professionale come capo dell’ufficio indagini della Figc, nel 2006, nominato dal commissario straordinario Guido Rossi dopo lo scandalo che aveva travolto il mondo del calcio. Accanto all’amore per la legge, Borrelli ha sempre coltivato quello per la lirica: presenza fissa alla Scala di Milano, nel 2007 era stato nominato presidente del Conservatorio di Milano.

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