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Scanzi e Morra, la dura vita dei duri e puri…

Uno è giornalista del Fatto Quotidiano, nonché persona tra le più seguite in assoluto sui social; l’altro è il presidente della commissione antimafia. Entrambi condividono ora due cose: la continua affermazione di sé stessi come tipi duri e puri e l’essere di recente scivolati sulla buccia di banana del vaccino anti-Covid. La procura di Arezzo ha infatti aperto un fascicolo conoscitivo sulla vicenda della vaccinazione di Andrea Scanzi, e i giornali hanno invaso di articoli le loro pagine per raccontare della sfuriata (con tanto di scorta al seguito) di Morra all’Asp di Catanzaro per far vaccinare dei suoi parenti. (Continua a leggere dopo la foto)

Il giornalista era finito nell’occhio del ciclone per aver ricevuto, venerdì scorso, la sua dose poiché inserito nelle liste di riserva della Regione Toscana nei panni di caregiver dei suoi genitori. Secondo quanto riportato dall’AdnKronos, il fascicolo aperto è “a modello 45”, ovvero senza indagati e senza ravvisare reati specifici. Al suo interno, per adesso, sarebbero stati inseriti una serie di articoli di giornali che si sono occupati dell’intero caso. Tutto è nato da una segnalazione del nucleo di polizia giudiziaria dei carabinieri di Arezzo. (Continua a leggere dopo la foto)

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I militari hanno raccolto tutto ciò che emerso sul caso: insieme alle notizie di stampa, anche le indicazioni dei programmi televisivi che si sono occupati del caso e le comunicazioni dello stesso Andrea Scanzi fatte attraverso i social. Il fascicolo conoscitivo non sarebbe ancora stato affidato ad un pubblico ministero per avviare le indagini. Il caso Morra, invece, racconta che il presidente della commissione antimafia è stato protagonista di uno show in quel di Cosenza dove è finito al centro di un litigio con i dipendenti della Asp locale dai toni particolarmente accesi. Il motivo? (Continua a leggere dopo la foto)

Secondo il personale medico, il fatto che non fossero stati vaccinati due parenti dell’onorevole contro il Covid-19. Secondo quanto ricostruito successivamente, Morra si sarebbe presentato alla Asp di Cosenza e, come riportato dalla stampa, si sarebbe “messo a sbraitare e a qualcuno dei presenti, secondo le testimonianze, sarebbero stati chiesti i documenti da uomini della scorta del senatore”. Arrabbiatissimo perché ai suoi due parenti non era ancora stato somministrato il vaccino.

La redazione de ilParagone ci tiene a scusarsi con il senatore Morra per l’errore riportato nella versione precedente di questo articolo all’interno della quale si faceva riferimento ai suoceri.

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