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Salvini telefona a Berlusconi, verso l’accordo per il Quirinale

Pubblicato il 27/01/2022 09:48

Con la fumata nera arrivata al terzo scrutinio, la partita per il Quirinale è entrata definitivamente nel vivo: dalla quarta votazione, infatti, per eleggere il successore di Sergio Mattarella sarà sufficiente la maggioranza assoluta, ovvero 505 voti, non più 673 come era stato finora. Più facile, dunque, che un gruppo di parlamentari trovi la quadra e riesca a selezionare il nuovo inquilino del Quirinale. Proprio per questo le grandi manovre sono già iniziate, soprattutto dalle parti del centrodestra.

Stando a quanto riportato da Tpi, infatti, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini avrebbero avuto in queste ore una lunga telefonata per confrontarsi su un nome comune sul quale far convergere i voti dei rispettivi schieramenti. Un colloquio confermato da una nota ufficiale dei due partiti, che invece hanno glissato su un’altra conversazione a distanza che sarebbe andata in scena di recente, quella tra lo stesso Berlusconi e Pier Ferdinando Casini.

Una telefonata che potrebbe cambiare la storia della corsa al Colle, con il centrodestra che a questo punto potrebbe puntare forte proprio su Casini come prossimo presidente della Repubblica, proponendolo già nel corso della quarta votazione. L’ex presidente della Camera è d’altronde nome considerato “forte” da tutti, visto che gode di consensi anche nel centrosinistra, e non è da escludere che possa riuscire a imporsi fin da subito, chiudendo i giochi alla prima, vera occasione utile.

Secondo Tpi sarà quindi proprio Casini il nome forte che uscirà dalla riunione dei leader di centrodestra. La conferma di come, da una parte e dall’altra dell’emisfero politico, stia perdendo sempre più terreno Mario Draghi, l’uomo indicato in passato come favorito per l’elezione al Quirinale e oggi, invece, improvvisamente in difficoltà. Il premier rischia di dover definitivamente riporre nel cassetto le proprie ambizioni, rassegnandosi a completare la legislatura per poi sparire dallo scenario politico. Con buona pace dei super-tifosi, come Giuseppe Conte, che continuano a invocare disperati l’elezione.

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