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Escort e sexy shop Sì, agenzie di viaggio e professionisti No: lo strano caso-fondi del Recovery-bis

Il governo Conte è specializzato in un’arte molto particolare e nella quale non ha eguali: mettere una toppa peggiore del buco. Da campione indiscusso, l’esecutivo italiano ha voluto dare un’altra prova di maestria con il nuovo decreto Ristori-bis. Appena bollinato dalla Ragioneria di Stato, il decreto stanzia circa 1 miliardo per i contributi a fondo perduto ai nuovi codici Ateco aggiunti alla lista del Ristori 1, ma le polemiche sono infinite. Perché anche con questo decreto si lasciano fuori alcune categorie e se ne buttano dentro altre. Per dire: no contributi alle agenzie di viaggio, sì alle escort. E questo potrebbe dircela lunga sulle intenzioni del governo…

L’ultimo provvedimento del governo, approderà in Parlamento dove al momento c’è il primo decreto ristori, passato alla fase esecutiva e che a breve dovrebbe diventare operativo con le prime erogazioni di denaro. Il nuovo decreto – come si legge sul Giornale d’Italia – integra la lista delle categorie interessate dai versamenti a fondo perduto. E ne stila una ex novo che riguarda le regioni “rosse”, dove le limitazioni sono più forti e il rimborso sarà doppio. Sono 340 milioni nel 2020 e 70 milioni nel 2021. Difficile siano sufficienti anche a coprire l’imminente inclusione di nuove 5 regioni nella zona rossa.

Le categorie escluse, presa visione della lista definitiva, si sono fatte sentire. “Persino le agenzie di escort riceveranno il contributo previsto dal decreto ristori bis. Non solo i sexy shop, quindi, ma anche le agenzie di accompagnatrici, equiparate, ai fini fiscali, alle agenzie matrimoniali”, lamenta Serena Ranieri, presidente di Federmep, associazione del comparto matrimoni. Protestano anche i professionisti esclusi.

Mario Resca presidente di Confimprese lamenta l’esclusione di “alcune attività fondamentali del commercio quali calzature e accessori, abbigliamento in pelle, pellicce, cappelli, ombrelli, guanti e cravatte. Sono settori che stanno soffrendo e vengono discriminati”. Protesta anche da parte delle agenzie di viaggio e i tour operator: “Uno schiaffo al nostro Paese”.

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