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Risparmiati dal contagio, colpiti dalla crisi. Per i Millenials il lavoro sarà un miraggio

Se sei sotto i 35 anni sarai più sensibile alle conseguenze della recessione economica. Quella dei millennials, infatti, è la fascia più colpita dalla crisi indotta dal coronavirus. Già da prima dello scoppio pandemico il futuro per quelli nati a cavallo del 2.000 non si prospettava affatto roseo, adesso, secondo un’indagine condotta dall’Ipsos per l’osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo, la situazione peggiora. 

Si passa dalla padella alla brace, sia sotto il fronte lavorativo, per gli esperti i giovani sono quelli che vedranno ridursi di più le possibilità di trovare un lavoro (per 2/3 il lavoro sarà un vero e proprio miraggio); sia sotto il fronte delle aspettative che i giovani hanno verso il futuro. Le preoccupazioni in questo periodo ci sono per tutti, ma risultano essere più accenutate nei giovani. Il 49,3% si aspetta un futuro peggiore e il 56,7% se lo aspetta peggiore a livello lavorativo.  
Con la sospensione delle attività ben 943.935 giovani di età compresa tra i 15 ed i 29 sono bloccati. Il 42,2% degli intervistati nella fascia 20-34 ha già visto peggiorare le condizioni di lavoro, il 51,1%  la prorpia condizione economica. Anche negli USA i dati non sono positivi il 52% degli under 45 sono stati licenziati, contro il 26% degli over 45.

Questi giovani lottatori sono abituati da sempre a fare a pugni con l’incertezza, con un mondo totalmente precario: redditi bassi, contratti a progetto, contratti di somministrazione o a termine, lavori stagionali e nessuna garanzia sul lavoro. Alessandra Rosina, coordinatore scientifico dell’indagine, spiega: “I dati evidenziano una grande consapevolezza da parte dei giovani del momento difficile che sta attraversando l’Italia: sulle ricadute delle misure restrittive c’è forte preoccupazione sia per i costi, sia sul proprio percorso formativo e professionale.”

E’ evidente che non si può continuare ad aspettare. La situazione DEVE assumere una piega diversa. La scala cromatica non può rimanere sui toni del grigio. E i giovani sono pronti a farsi strada. Dai sondaggi “emerge una gran voglia di reagire positivamente, di pensare in modo diverso.” I giovani hanno il diritto, come gli altri, di pretendere pari opportunità lavorative. E non di credere di essere nati in un periodo sfortunato che li trascinerà con sè.

L’Italia non deve tagliarsi le gambe da sola.
L’Italia deve essere libera, indipendente e forte. Deve essere messa nella condizione di poter guardare il proprio futuro con serenità e fiducia. Di poter correre con le proprie gambe.

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