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Rischio crisi per Draghi: l’intervento di Mattarella, le (tante) crepe nel governo

Pubblicato il 19/05/2021 09:49

In tempi di vaccini, che qualcuno vorrebbe ancora rendere obbligatori in barba alle libertà riconosciute dalla Costituzione e al buonsenso, abbiamo assistito al “richiamo” di Sergio Mattarella nei confronti dei partiti della maggioranza, un secondo intervento arrivato dopo un primo che, evidentemente, non era stato sufficiente. “Questo è il tempo di pensare al futuro, progettandolo e realizzandolo insieme. Ciò non vuol dire abbandonare le proprie idee, prospettive, opinioni. Ma confrontarsi costruttivamente è ben diverso che agitarle come motivi di contrapposizioni insuperabili”. Difficile essere più chiari di così.

Rischio crisi per Draghi: l'intervento di Mattarella, le (tante) crepe nel governo

Il segnale di una chiara insoddisfazione da parte del Colle nei confronti dei sostenitori del governo Draghi, che d’altronde giocano ormai tutto allo stesso gioco: d’accordo nel presentare agli italiani il premier come panacea da ogni male, sotto il giogo ferreo dell’Ue, ora prendono posizioni in netto contrasto con gli alleati pur di far sentire la propria voce, evitando che vada dispersa tra le tante. Contrasti continui, con il Pd e la Lega a battagliare ormai su ogni punto del programma, il M5S a dire tutto e il contrario di tutto, Forza Italia ad assecondare di volta in volta questo o quell’altro partito. Una situazione che, agli occhi del Capo dello Stato, si sta facendo insostenibile.

A far scattare inizialmente Mattarella era stato il balletto sul coprifuoco, misura odiosa e avversata dalla stragrande maggioranza degli italiani ma che una parte del governo, quella che fa capo al ministro della Salute Roberto Speranza, continua ancora a difendere. E che ha visto i partiti cambiare continuamente posizione, così come avvenuto d’altronde sulla Legge Zan e sulla riforma della giustizia. Vero che tra pochi mesi andranno in scena le elezioni amministrative in tante importanti città, e che di conseguenza ogni partito è già impegnato a ritagliarsi un posto al sole, sgomitando con gli altri. Ma la misura rischia di farsi talmente colma da paventare l’ipotesi di una vera e propria crisi.

Certo, l’idea di un capitombolo improvviso del governo Draghi, dilaniato dalle sue tante, troppe facce, è ancora remota. Ma non del tutto da scartare, visto quanto facilmente i leader politici sparano ormai l’uno contro l’altro, con cadenza quotidiana. E Mattarella è comprensibilmente in fibrillazione: se siamo già arrivati a questo punto, figurasi cosa potrebbe accadere a fine anno, quando inizieranno le grandi manovre per scegliere il nuovo Capo dello Stato. Il Quirinale respira aria di crisi, insomma. E cerca di riportare tutti nei ranghi prima che sia troppo tardi.

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