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Il 2020 è l’anno dei rinnovi dei Cda. E parte l’assalto alle nomine e al potere

Come cambieranno i pesi del potere di gestione a Piazza Affari e non solo? Tra le società che si presenteranno alle assemblee degli azionisti per il rinnovo dei board ci sono, infatti, gruppi del calibro di Enel, Eni, Poste Italiane, Mediobanca, Finecobank, Leonardo. Solo per citarne alcune. Cambiano i Cda e parte l’assalto alle nomine (e al potere). La tornata è particolarmente interessante perché si voterà per i consiglieri di ben sei società partecipate del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a cui si aggiungono RaiWay e Terna. A raccontare gli equilibri e gli scenari ci ha pensato Monica D’Assenzo con un dettagliatissimo pezzo pubblicato su Il Sole 24 Ore. Nel complesso secondo i dati Consob il 2020 vedrà rinnovati 715 posti da consigliere di amministrazione.

Scrive Monica D’Assenzo: “I giochi peri rinnovi delle partecipate pubbliche sono già iniziati e si intrecciano con le vicende politiche del governo. La posta è importante perché in totale di tratta di 8o posti da consigliere di amministrazione, oltre naturalmente a 8 presidenze e 8 ruoli da amministratore delegato. Oltre alle già citate Enel (23,59% del Tesoro), Eni (4,34% del Tesoro e il 25,76 è di Cdp), Poste (29,26% del Tesoro e 35% di Cdp), Leonardo (30,2% del Tesoro) e RaiWay (controllata al 65,073% da Rai a sua volta partecipata direttamente dal Tesoro
per il 99,56%), ci saranno i rinnovi anche per Banca Monte Paschi di Siena (68,25% del Tesoro), Terna (29,851% nel portafoglio di Cdp) ed Enav (53,28% del Tesoro) fra le quotate a Piazza Affari”.

“Con la nuova stagione di assemblee entra in vigore la quota del 40% che cambia gli equilibri in tutte le società quotate a Piazza Affari. Nei cda di 9 persone, come ad esempio Enel, Eni, Terna, Poste, Enav, Raiway, si passerà da 3 posti a 4 dedicati al genere meno rappresentato perché si arrotonderà per eccesso, nei board di 12 consiglieri (Leonardo) si passerà da 4 a 5 e in quelli da 14 (Banca Mps) si passerà da 5 a 6. La vera partita, comunque, sarà sui vertici aziendali considerato che l’arco temporale è il prossimo triennio. A partire, naturalmente dai ruoli dei ceo, che guideranno gruppi che nel totale contano per un fatturato di 1.286 miliardi stando ai bilanci 2018”.

Il 2020 è anche l’anno delle municipalizzate, per le quali non sono attese particolari sorprese. Non è invece l’anno dei big, ma ci saranno novità anche nel comparto dei finanziari. Infine il 2020 vedrà il rinnovo anche di alcuni Cda media: Cairo Communication e le società che fanno capo alla famiglia Monti Riffeser, Monrif e Poligrafici Editoriale. Per la famiglia De Benedetti ci sarà un nuovo board per Cir, mentre Cofide cambierà solo il collegio sindacale, così come Mediaset.

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