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Riace, chiesti 7 anni per l’ex sindaco Lucano. Sotto accusa il suo modello di accoglienza

Sette anni e undici mesi di reclusione: questa la richiesta di condanna avanzata dal pm Michele Permunian di Locri a carico dell’ex sindaco di Riace Domenico Mimmo Lucano nel corso del processo “Xenia”, che ha come oggetto la gestione dei progetti di accoglienza dei migranti nel Comune. Lucano è accusato di aver promosso un’associazione a delinquere finalizzata alla “commissione di u numero indeterminato di delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio”. 4 anni e 4 mesi è invece la richiesta per la compagna dell’ex primo cittadino, Lemlem Tesfahun.

Il ministero dell’Interno, tramite l’avvocatura dello Stato, ha a sua volta chiesto un risarcimento danni da 10 milioni agli imputati, con una provvisionale di 2 milioni di euro. Ad aprire la requisitoria è stato il procuratore. La requisitoria è stata aperta dal procuratore Luigi D’Alessio, che ha sottolineato “l’enorme rilievo mediatico” che l’inchiesta ha assunto col passare dei mesi.

In totale sono 15 i capi di imputazione addebitati all’ex sindaco di Riace. Lucano è sotto processo anche per abuso d’ufficio, truffa, falsità ideologica, turbativa d’asta, peculato e malversazione a danno dello Stato, tutti reati per i quali il gip Domenico Di Croce, nell’ottobre 2018, aveva rigettato la richiesta di arresto della Procura sottolineando “la vaghezza e la genericità del capo d’imputazione”. Per il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nell’ottobre 2018 erano stati disposti i domiciliari per Lucano, poi annullati dalla Cassazione.

In queste ore il pm ha invece dipinto Lucano come “il dominus di un sistema che garantiva un importante afflusso di denaro. Non era una buona finalità quella che ha animato l’accoglienza mitizzata di Riace. Se fosse stata una finalità nobile, può un buon fine giustificare la commissione di reati? Auspico che un giorno Riace possa tornare al centro del mondo come nobile esempio di accoglienza, ma si faccia nella legalità”. Il modello del sistema del centro di accoglienza nel centro della Locride era divenuto famoso in tutto il mondo per le sue politiche, prime dei recenti risvolti giudiziari.

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