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Revoca concessioni autostrade, si decide dopo il voto in Emilia: ma l’ipotesi di una semplice multa è sempre dietro l’angolo

Revoca sì, revoca no, revoca forse. Di sicuro non revoca a breve, visto che il tema del ritiro delle concessioni sulle autostrade alla famiglia Benetton non sarà inserito nel prossimo Consiglio dei ministri. Una scelta figlia delle troppe incertezze che ruotano ancora intorno a una decisione che gli elettori e una parte dei grillini vorrebbero immediata, istantanea. E che però trova ancora resistenze soprattutto sul fronte dem. Con Di Maio che, alla fine, pare essersi arreso all’alleato di governo, quel Pd che non vuole scossoni a ridosso del voto in Emilia Romagna per non rischiare di compromettere sondaggi che danno il centrosinistra avanti sulla Lega di Salvini.

Revoca concessioni autostrade, si decide dopo il voto in Emilia: ma l'ipotesi di una semplice multa è sempre dietro l'angolo

A un Di Battista sul piede di guerra, che auspicava un pronto annuncio anche per sfruttare gli effetti positivi della revoca proprio durante le Regionali in Emilia Romagna, fa da contraltare un Di Maio decisamente meno determinato. Con un ulteriore problema da risolvere: nel Milleproroghe il governo ha di fatto inserito già la cornice normativa che disciplina la revoca, con il passaggio della gestione all’Anas e un indennizzo nei confronti di Autostrade di 7 miliardi di euro, cifra di parecchio inferiore rispetto ai 23 miliardi paventati dai Benetton negli scorsi giorni. Dove reperire tale cifra è però questione che non è ancora stata affrontata.

L’idea stessa della revoca è però ancora in discussione. C’è Renzi, innanzitutto, che spaventa il Pd minacciando strappi e che ha fatto del caso una questione di principio, non volendo mostrarsi succube del M5S. C’è Conte che continua a predicare calma, sostenendo che una revoca improvvida potrebbe costare caro alle generazioni future, “costrette a pagare decine di miliardi ad Autostrade”. C’è Zingaretti che, alle prese con un Pd diviso sul tema, si lava in maniera pilatesca le mani e chiede di rimandare tutto, almeno a dopo il voto in Emilia Romagna e forse anche più in là. E c’è il Movimento Cinque Stelle che, sul tema, rischia di perdere la faccia.

La proposta alternativa, quella che vorrebbe risolvere il tutto con una semplice per quanto salata multa, resta in piedi. Con buona pace di chi, di fronte alla continue inadempienze di Autostrade per l’Italia, grida allo scandalo e chiede una rapida inversione di rotta. Sullo sfondo, a completare il quadro, Bruxelles. Che ha ricevuto la lettera dei Benetton, un appello all’Ue per scongiurare l’ipotesi di una revoca in nome degli interessi degli investitori stranieri. E che potrebbe intervenire a sua volta sulla vicenda. Chissà se qualcuno, in mezzo a tanta confusione, si ricorderà di quegli italiani che vorrebbero semplicemente mantenute le promesse, mettendo fine a una situazione diventata ormai insostenibile per i cittadini che ogni giorno, in auto, affrontano veri e propri calvari.

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