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Ranieri Guerra: “Mi hanno linciato per coprire negligenze altrui”

Secondo quanto denunciato da Francesco Zambon, ex ricercatore dell’Organizzazione mondiale della sanità costretto a dimettersi per aver rivelato al mondo gli errori commessi dall’Italia nei primi mesi dell’emergenza Covid, il potentissimo Ranieri Guerra sarebbe stato il vero autore delle censure a sua danno. Con tanto di feroci pressioni per far sparire il dossier in cui si evidenziava come il nostro Paese non avesse nemmeno un piano pandemico aggiornato, l’ultimo fermo addirittura al 2006. Lui, l’ex direttore vicario dell’Oms, continua però a negare ogni responsabilità. E anzi oggi si dice vittima di una persecuzione mediatica.

Ranieri Guerra: "Mi hanno linciato per coprire negligenze altrui"

Alle pagine del Corriere della Sera, Ranieri Guerra ha infatti raccontato di aver terminato i suoi rapporti con l’Oms. Non, però, perché coinvolto nella Procura di Bergamo dove è indagato per falsa testimonianza nel filone dell’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. Ma semplicemente perchè “il contratto era finito”. La sua versione dei fatti sarà invece raccontata nel libro “Bugie, verità, manipolazioni”, editore Piemme, in uscita il 5 ottobre.

Ranieri Guerra ospite della trasmissione “Non è l’Arena’ condotta da Massimo Giletti, Roma, 20 Dicembre 2020. ANSA/GIUSEPPE LAMI

“Ho subito violenti attacchi – ha precisato Ranieri Guerra – per presunta negligenza, quando tra il 2014 e il 2017 ero direttore della prevenzione al ministero della Salute, sul mancato aggiornamento del piano pandemico Panflu datato 2006. Sono stato poi sospettato di aver cercato di insabbiare le prove con pressioni sull’ex funzionario dell’ufficio Oms di Venezia, Francesco Zambon, mio principale accusatore. Avrei cercato di posticipare l’attualità del piano al 2016. Col libro ho cercato di ribaltare la narrativa corrente su di me dopo aver avuto l’autorizzazione da Ginevra a divulgare una serie di informazioni che documentano la realtà dei fatti”.

Guerra spiega come qualcuno avrebbe “tentato di rovinare la mia vita professionale”: “Mi sono dedicato a mettere a posto le carte per passare al contrattacco. Ora ho in piedi 3 querele e alcune cause risarcitorie di cui si discuterà in tribunale il 10 dicembre. Il piano pandemico mai aggiornato? Prima di andarmene nel 2017 avevo lasciato consegne precise e un piano pronto per essere attivato in caso di emergenza. È un mistero che le negligenze mi siano state tutte attribuite. La Procura non la pensa così? Chi sostiene che lìItalia ha affrontato il Covid senza un piano mente. All’inizio del 2020 un piano c’era, era pienamente valido e conteneva azioni di preparazione e contenimento sempre efficaci, universali”.

Chi voleva far fuori Ranieri Guerra? “Una convergenza di interessi. Da una parte quelli che in Italia volevano coprire chi avrebbe dovuto aggiornare il piano pandemico nel 2018-2019. Dall’altra chi aveva interesse a togliermi di mezzo per avere rapporti diretti con la sede centrale Oms di Ginevra anziché interloquire con me, e mi riferisco al direttore della regione europea Hans Kluge”. Al di là delle parole di Guerra, al centro di un’indagine ancora in corso, resta la conferma delle gravi responsabilità istituzionali nella gestione dell’emergenza.

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