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Liti e insulti in diretta tv. Lo storico D’Orsi “osa” accusare Zelensky e scoppia il putiferio

Pubblicato il 30/06/2022 07:54

Botte da orbi si sarebbe detto una volta. A “L’Aria che Tira” lo storico Angelo D’Orsi e l’inviato del Corriere della Sera Federico Rampini se le sono dette di tutti i colori sulla questione ucraina: “Guerrafondaio, esperto di tutto e di niente”, “Arrogante, sai solo insultare”. Questo il botta e risposta che durante il talk mattutino di La7, mercoledì 29 giugno, è andato in scena a causa dei diversi punti di vista sul conflitto. Come ricostruisce Il Tempo, “lo scrittore aveva sostenuto che si stanno delineando due blocchi: l’Occidente da una parte e Cina e Russia dall’altra con la maggior parte del mondo che, non aderendo alle sanzioni economiche contro Putin, le rende inefficaci. E aveva aggiunto che il premier Mario Draghi, con il discorso di ieri, ha provato a ‘stanare’ l’Indonesia e i Paesi non schierati”. (Continua a leggere dopo la foto)

In collegamento, il professor Angelo D’Orsi, lo ha subito bacchettato: “Spiace che un commentatore così autorevole spinga alla guerra, la storia non ci assolverà se non fermiamo questo massacro. Dico a Rampini che la pace vale più di ogni altra cosa, non possiamo continuare a mandare armi. È una balla che l’Ucraina possa vincere. Zelensky sta mandando al massacro il suo popolo. E non possiamo pensare che tutte le colpe sono di Putin”. Il pensiero di D’Orsi non fa una piega. E in questi ultimi giorni, se non settimane, è quello che inizia a prevalere anche tra gli italiani, colpiti da una crisi senza precedenti e arrabbiati per lo spreco di risorse in armi da inviare all’Ucraina per alimentare una guerra che produrrà altra crisi, soprattutto energetica. (Continua a leggere dopo la foto)

Rampini ha respinto l’etichetta di interventista e guerrafondaio sostenendo che è “una favola” l’invio di tante armi all’Ucraina: “L’Italia è tra gli ultimi tra i Paesi a fornire armi, mentre stiamo armando Putin perché gli strapaghiamo il gas. Economicamente siamo dalla sua parte”. Poi il giornalista ha aggiunto: “Io non capisco con quale arroganza un accademico italiano si permette di dire che gli ucraini vanno a morire perché manipolati da Zelensky, li tratta come degli idioti, degli imbecilli a cui qualcuno fa il lavaggio del cervello”. D’Orsi ha reagito accusandolo di essere “un giornalista esperto di tutto e di niente”, Rampini gli ha intimato di non interromperlo: “L’eroica resistenza è di massa e corale, c’è una volontà precisa del popolo ucraino. Il suo è il tipico snobismo intellettuale dell’accademico che pensa che i popoli sono fatti di bifolchi e ignoranti mandati al massacro dai leader”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il conduttore Francesco Magnani ha ridato la parola al professore per chiudere la singolar tenzone, ma è stato scontro all’arma bianca. “Ho sentito l’accusa di arroganza, è la stessa sua, quella di un giornalista esperto di tutto e quindi di niente che si permette di…” ha detto D’Orsi immediatamente bloccato da Magnani: “No agli insulti gratuiti”. Ma è scoppiata la baraonda, le voci si sono accavallate e Rampini ha punzecchiato di nuovo: “Io ho studiato Cina e America per 25 anni, lei? Ci dica in cosa è esperto! Quando uno non ha argomenti insulta gli altri”.

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