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Quarta dose? No grazie! I numeri che distruggono Speranza e i suoi virologi

Pubblicato il 17/04/2022 17:00

Sebbene il super consulente del ministero della Salute, Walter Ricciardi, abbia annunciato che «in autunno sarà necessaria una nuova dose per tutti», dato che «sarà un momento delicato e difficile, perché ci saranno le condizioni favorevoli per la propagazione del virus e ci sarà un’attenuazione della protezione vaccinale in tutta la popolazione», sembra che nessuno sia comunque intenzionato a sottoporsi al nuovo richiamo.
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Grande sfiducia nelle categorie interessate

Un primo segnale rispetto alla volontà di ricevere l’ennesimo booster è arrivato da quelle categorie che, secondo le autorità, dovrebbero già oggi sottoporti alla somministrazione della quarta dose: i cittadini over 80 ed i soggetti fragili. Secondo i numeri sono milioni gli italiani coinvolti, ma per il momento in pochi si sono presentati all’appuntamento. In un mese e mezzo sono state soltanto 71 mila le dosi inoculate.
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Gimbe invoca misure coercitive

Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe, che si occupa di fornire al governo italiano dati e strategie in merito alla pandemia, ha messo in evidenza quello che sembra essere un vero e proprio flop. Tale esito sarebbe stato «alimentato dal senso di diffidenza per il nuovo richiamo» e quindi, secondo lui, la quarta dose «non può essere affidata esclusivamente all’adesione volontaria, ma richiede strategie di chiamata attiva». Parole, le sue, che aprono a forme di coercizione verso un nuovo obbligo vaccinale per aumentare le somministrazioni.
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Gli italiani non ci stanno

Al momento la certezza è solo una: la chiara la reticenza dei cittadini a sottoporsi a un nuovo ciclo vaccinale. In Campania, ad esempio, si è scelto di non ricorrere alle prenotazioni. Il risultato? Si sono presentati in 164 persone su una platea di 300.000 soggetti vaccinabili. In Lombardia, le prenotazioni ammontano a circa 11.000 persone, su un totale di 830.000 interessati. Insomma, la sfiducia è gigantesca e molto probabilmente dovremo prepararci a future battaglie contro nuovi obblighi dal prossimo autunno.

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