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Positivi, ricoveri, decessi: cosa ci dicono davvero gli ultimi dati sull’emergenza Covid

Come procede la campagna vaccinale? I vaccini somministrati agli italiani stanno effettivamente aiutando nella battaglia contro il Covid? E quanto preoccupante è, al momento, la pandemia nel nostro Paese? Domande alle quali, in questi giorni, esperti, analisti e giornalisti hanno dato le risposte più disparate, in un’Italia dove ormai porsi domande è diventato estremamente pericoloso. Eppure basterebbe guardare ai dati pubblicati dall’Istituto superiore della sanità (Iss) presieduto da Silvio Brusaferro per avere un quadro piuttosto esaustivo della situazione.

Positivi, ricoveri, decessi: cosa ci dicono davvero gli ultimi dati sull'emergenza Covid

La Verità ha riportato i dati dell’Istituto, che segue gli ultimi due mesi della pandemia in base ai soliti indicatori: morti, terapie intensive, ricoveri, nuovi positivi. Ogni dato è scomposto in base alla fascia d’età della popolazione e alla situazione del singolo paziente, se vaccinato o meno e se sì con quante dosi. L’andamento è poi relativo non solo agli ultimi giorni ma a tutto il mese precedente, così da dare un’idea dei trend di crescita o decrescita riscontrati. Ecco, dunque, cosa ci spiegano i numeri.

Stando ai dati dell’Iss pubblicati da La Verità, ecco evidenziato come i vaccini aiutino sì a ridurre il numero di contagi, ma non proteggano completamente la popolazione come invece certi santoni del piccolo schermo vorrebbero farci credere. Prendiamo, per esempio, la fascia d’età più anziana, gli over 80. Dai primi di settembre a oggi, la percentuale di persone con ciclo di vaccinazione completa finita in terapia intensiva a causa del Covid resta in percentuale alta, oscillando tra il 50% di inizio settembre (46 casi) al 68,2% delle ultime ore (45 casi). Un dato che cala, invece, se ci si sposta verso la fascia d’età 60-79: qui i vaccinati in terapia intensiva registrati negli ultimi giorni rappresentano il 40,3% del totale.

Allargando ulteriormente lo sguardo si vede come sì, la vaccinazione diminuisca il numero di persone ricoverate o decedute per il virus, ma non sia sufficiente da sola per garantire sicurezza ai cittadini. Resta dunque inspiegabile la scelta di vincolare le libertà degli italiani al Green pass, strumento che rischia di diventare addirittura pericoloso dispensando false certezze. I numeri dell’Iss ci dicono anzi che il numero di persone ricoverate nonostante il vaccino è in lenta ma costante crescita, a riprova di come non bastino le due (o tre) dosi a proteggere la popolazione.

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