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Venezia, Calatrava condannato a pagare 78mila euro per l’aggravio dei costi del “suo” ponte

Incredibile (si fa per dire) a Venezia. Arriva finalmente una bella notizia. L’architetto catalano Santiago Calatrava è stato condannato dalla Corte dei conti di Venezia, in appello dopo l’assoluzione in primo grado, a pagare 78mila euro per danno erariale nella realizzazione del Ponte della Costituzione: il discusso quarto ponte sul Canal Grande a Venezia.

La multa – nell’ambito della realizzazione di un’opera costata 11 milioni e 600 mila euro di fronte ai 7 milioni previsti, riguarda una “macroscopica negligenza” – scrivono i giudici contabili nella sentenza – perché l’architetto viene ritenuto responsabile di un aggravio di costi legati alla sottostimazione delle dimensioni di alcuni tubi ma anche dei tempi di usura dei gradini, in parte in vetro.

Quest’ultimi dovevano durare almeno 20anni, ma da subito si è dovuto ricorrere a costose sostituzioni e rattoppi che continuano ancor oggi. Nella sentenza, si legge anche che la negligenza è “tanto più grave e meritevole di essere stigmatizzato in quanto proveniente da uno stimato professionista di fama mondiale di elevatissima competenza, con lunga e provata esperienza proprio nella costruzione di ponti”.

Con Calatrava è stato sanzionato anche un ingegnere del Comune (11mila euro) per dei mancati ribassi sull’asta di una parte dei lavori. Il ponte della Costituzione fu progettato alla fine anni degli Novanta da Calatrava, ritenuto uno degli architetti più famosi del mondo. Il nuovo ponte era necessario come collegamento fra piazzale Roma – il capolinea di auto e mezzi pubblici – e la stazione Santa Lucia.

Calatrava ha progettato diverse altre grandi opere in Italia, fra cui la stazione dell’Alta Velocità di Reggio Emilia, la Marina d’Arechi a Salerno e, soprattutto, le famose “Vele” di Tor Vergata, nella periferia di Roma, rimaste incompiute e divenute un simbolo – anche cinematografico – del degrado nella Capitale d’Italia.

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