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Philip Morris, Casaleggio e quel call center aperto a Taranto grazie al M5S

Un caso che sta creando imbarazzo, non poco, all’interno del Movimento Cinque Stelle, quello che vede tirata in ballo la parola “conflitto di interesse” in merito alle onerose consulenze fornite dalla Casaleggio associati a Philip Morris, società del tabacco che in questi anni ha potuto beneficiare di una politica tutt’altro che battagliera da parte degli ultimi governi. E che rischia, pericolosamente, di allagarsi ancora. Tra i passaggi finiti sotto la lente d’ingrandimento, infatti, ce n’è anche uno che riguarda il senatore Marco Turco e l’apertura di un call center della multinazionale delle sigarette a Taranto, quando ancora i grillini si battevano per l’ex Ilva.

Philip Morris, Casaleggio e quel call center aperto a Taranto grazie al M5S

Turco, uno dei cinque parlamentari grillini eletti a Taranto e nominato poi da Conte suo sottosegretario alla Programmazione Economica, si era visto attribuire una serie di importanti deleghe: il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e il Cis di Taranto, il contratto di sviluppo per il quale il governo Renzi aveva messo sul piatto nel 2015 ben 2 miliardi di euro. E aveva annunciato festante, lo scorso 6 novembre, l’accordo raggiunto proprio con Philip Morris.

Philip Morris, Casaleggio e quel call center aperto a Taranto grazie al M5S

“Un importante progetto di rilancio per Taranto – aveva detto Turco al momento di commentare l’apertura di un call center della multinazionale in città – con significative ricadute occupazionali. Non è un caso che Philip Morris venga qui. Nelle prossime settimane noi avvieremo il percorso di creazione di un distretto digitale con il contributo delle imprese che hanno scelto Taranto per sostenere il loro business. Ringrazio Philip Morris per le attenzioni e gli investimenti”.

Philip Morris, Casaleggio e quel call center aperto a Taranto grazie al M5S

Presentato durante un workshop durante il quale è intervenuto mezzo governo (Bocca, Misiani, Manzella, Castelli, Provenzano) il Philip Morris Disc impiegherà fino a 400 persone e sarà a regime dal 2021, per un investimento complessivo di 100 milioni in 5 anni. Insomma, il piano per rilancio di Taranto passa anche per le sigarette. Quelle dell’azienda che, come rivelato dal Riformista, si è rivolta in passato a Casaleggio associati per delle consulenze pagate profumatamente. A proposito, stando all’indiscrezione pubblicata da Milano Finanza, a guidare il nuovo comitato di sorveglianza sugli investimenti pubblici sarà lo stesso Turco, sottosegretario M5S sempre più potente. Un cerchio che si chiude alla perfezione.

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