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Non solo conferenze: Renzi lavora per un maxi-progetto del principe saudita

Che Matteo Renzi abbia un legame particolare con l’Arabia Saudita è cosa ormai nota. Il leader di Italia Viva corse a elargire consulenze alla famiglia reale saudita poche ore dopo aver aperto la crisi di governo che portò alla fine del Conte bis, a riprova di quanto prioritari siano i suoi impegni al di fuori dei confini italiani. E con altrettanta celerità difese il principe Mohammad Bin Salman dalle accuse, arrivate dall’intelligence americana, di un coinvolgimento nell’omicidio del giornalista scomodo Khashoggi. Oggi, ecco arrivare l’ennesima conferma sugli interessi dell’ex premier in terra straniera, dove recita un ruolo tutt’altro che secondario.

Stando a quanto rivelato da Domani, infatti, dietro i viaggi di Renzi in Arabia Saudita non ci sarebbero soltanto le consulenze per il Future Investment Institute, ente controllato direttamente dal governo saudita, ma anche un rapporto diretto con il principe reggente Bin Salman per un progetto particolarmente caro al reale, quello della città verde e sostenibile di Alula che dovrebbe trasformare l’Arabia Saudita nel “Paese leader del turismo musulmano nell’età post-moderna”. Un dettaglio non da poco emerso nel corso di un evento andato in scena l’8 aprile proprio ad Alula, un concerto per celebrare il progetto che ha visto esibirsi tra l’altro Andrea Bocelli.

Un concerto al quale erano presenti pochissime persone. Tra le quali, scrive Domani, proprio Matteo Renzi, che non poteva mancare l’appuntamento in quanto “parte del suo lavoro parallelo a quello di senatore”. Secondo il sito Arab News, infatti, il Rottamatore sarebbe uno dei membri dell’advisory board, ovvero del comitato di esperti, della Royal Commission of Alula, organismo presieduto direttamente dal principe bin Salman che si sta occupando del progetto di trasformazione in senso green della città, che nelle intenzioni della famiglia reale dovrebbe diventare il punto di partenza per cambiare l’immagine del Paese all’occhio del mondo: non più estrazioni petrolifere e dubbio rispetto dei diritti umani, ma uno Stato moderno e affidabile nel quale andare in visita il prima possibile per un viaggio da sogno. Il tutto nonostante gli scandali che ancora vedono coinvolti proprio i regnanti.

Non è dato sapere, vista l’assenza di informazioni in merito, quali siano nello specifico le mansioni di Renzi all’interno della squadra del principe. Eppure lo stesso ex premier in Senato, del discorso di sfiducia al governo Conte, aveva citato proprio la città di Alula, indicandola come luogo dove “si sono firmati accordi impressionanti nel mondo arabo”. Perché, allora, il leader di Italia Viva non fa chiarezza sul suo ruolo in Arabia Saudita? Perché non rende pubblici impegni e compenso percepito? E poi, la domanda delle domande: possibile che un leader politico italiano abbia un legame così forte con la famiglia reale di un Paese straniero? Una posizione inaccettabile che, però, in troppi fingono ancora di non vedere.

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