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La verità di Munchau: “Ecco il reale contenuto della riforma del Mes contro l’Italia”

Cosa c’è davvero dietro alla riforma del Mes? Ai tristi balletti dei nostri politici, Gualtieri e Conte a guidare il gruppo, risponde un’analisi impeccabile di Wolfgang Münchau, prestigioso editorialista che è rimasto – fino a due mesi fa – al Financial Times per 17 anni. Münchau rivela così il reale contenuto di una riforma che va a scapito dell’Italia. Ecco perché: “Prima o poi ci ritroveremo il Patto di Stabilità ed il Fiscal Compact di nuovo in vigore e con la Bce che, nella migliore delle ipotesi, non effettuerà acquisti aggiuntivi ma rinnoverà solo i titoli in scadenza. Cosa penseranno i mercati di un Paese costretto a ridurre il debito/PIL al livello pre Covid entro il 2031, come pianifica il Governo, al ritmo di 2,5% all’anno, dal 160 al 135%? Per non parlare del 5% all’anno per 20 anni, come richiesto dal Fiscal Compact, che richiede di ridurre il debito/PIL eccedente il 60% in ragione di un ventesimo all’anno. Non è difficile rivedere roteare la rivoltella dello spread nelle mani del Commissario Ue di turno”.

Munchau descrive il ruolo del Mes “riformato” in questo scenario: “Il significato sottointeso di questi sforzi è stato quello di preparare il terreno per la ristrutturazione del debito italiano, senza affermarlo esplicitamente”, commenta Munchau, che aggiunge: “Il governo italiano lo sa ed ha ritardato il più possibile la riforma del Mes sfruttando divergenze sull’unione bancaria. Un programma (di aggiustamento macroeconomico) del Mes sarebbe un anatema in Italia, ma è il momento che si apra una discussione sincera su questo tema spinoso”.

Munchau mette a nudo la scusa della “logica di pacchetto”, dietro cui si è nascosto Conte e che ha ormai perso ogni credibilità sia nell’opinione pubblica che in Parlamento, e, soprattutto, evidenzia il vero ruolo del Mes: “È uno strumento per rendere gestibile in modo ordinato una ristrutturazione del debito pubblico. Puramente e semplicemente. E produce danni per il solo fatto di esistere perché facilita una profezia autoavverante: se qualcosa può andare storto, lo farà”.

“La ristrutturazione del debito pubblico della zona euro è avvenuta solo in Grecia in modo ad hoc – scrive Munchau. Da allora il Consiglio ha lavorato alla riforma del meccanismo europeo di stabilità per creare un meccanismo per la ristrutturazione del debito. Ad esempio, clausole di azione collettiva sono state introdotte nelle questioni relative al debito pubblico europeo. Ciò include la cosiddetta aggregazione unilaterale, che significa consentire a un voto unico di tutti i creditori di ristrutturare tutto il debito piuttosto che avere voti separati per emissioni di debito separate”.

“Il sottotesto di tutti questi sforzi è stato quello di gettare le basi per una ristrutturazione del debito italiano senza dirlo esplicitamente. Il governo italiano lo sa, e ha ritardato il più possibile, a volte sostenendo un accordo sulla riforma del MES usando, ad esempio, disaccordi politici sull’unione bancaria. La ristrutturazione del debito italiano è una delle questioni politiche più spinose che devono affrontare non solo l’Italia, ma l’eurozona e l’UE nel suo insieme. Un programma Mes sarebbe un anatema in Italia. Per quanto difficili siano queste questioni, è ora che si svolga una discussione politica onesta, preferibilmente senza sfumature moralistiche”, conclude Munchau.

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